domenica, 29 Maggio 2022

Guerra in Ucraina, la Russia conquista la centrale di Chernobyl. L’Europa inasprisce le sanzioni

Le truppe russe sono riuscite a prendersi la centrale di Chernobyl e a prendere in ostaggio il personale della centrale ucraina. L'Occidente, nel frattempo, si interroga sulle sanzioni contro Mosca.

Da non perdere

Mentre la Russia avanza verso Kievle altre forze direttamente in causa con Mosca iniziano ad organizzarsi per la contro-offensiva. In attesa del discorso di Joe Biden, ad esprimersi sono stati soprattutto Boris Johnson e gli altri grandi capi di stato e governo. Intanto, in Italia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato al Consiglio Supremo della difesaAnche le alte cariche religiose si sono espresse sul conflitto, con qualche differenza di messaggi significativa.

I vescovi del Mediterraneo sull’Ucraina: si fermi la follia della guerra

Da ieri, 23 febbraio, a Firenze, i vescovi del Mediterraneo si sono riuniti per l’incontro della Cei sulla pace. “Si fermi questa follia”, è il messaggio che hanno voluto inviare i 58 tra cardinali, patriarchi e presuli. “La guerra non è mai una soluzione, ogni conflitto è guidato esclusivamente da logiche che hanno come effetto soltanto morti, lacrime e distruzione: null’altro”, così si è espresso il Presidente della Cei, Gualtiero Bassetti al di fuori del convento di Santa Maria Novella. All’incontro era atteso anche l’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sviatoslav Shevchuk, invitato dal cardinale Bassetti, ma l’acuirsi della situazione non gli aveva permesso di lasciare Kiev. 

L’appello della Chiesa ortodossa, attraverso il Patriarca Kirill

“Invito tutte le parti in conflitto a fare tutto il possibile per evitare vittime civili”, ha commentato il Patriarca Kirill a capo della Chiesa ortodossa russa. “Come Patriarca di tutta la Russia e Primate della Chiesa, il cui gregge si trova in Russia, Ucraina e altri Paesi, sono profondamente in empatia con tutti coloro che sono stati toccati dal disastro”. Queste le sue parole, rilasciate e pubblicate sul sito del Patriarcato di Mosca. Messaggi che però non hanno la volontà di fermare il conflitto, di porre fine alla guerra, ma solo di evitare la morte dei civili. Un discorso totalmente diverso da quello dei vescovi del Mediterraneo.

Mappa Ucraina (fonte: rainews)
Mappa Ucraina (fonte: rainews)

Il conflitto e le zone di guerra

Mentre l’esercito russo ha preso il controllo della centrale di Chernobyl, vicino ai centri di stoccaggio delle scorie nucleari, il sindaco-pugile di Kiev ha annunciato il coprifuoco della città. “Il nostro obiettivo è costruire un paese moderno e democratico ed essere parte della famiglia europea”, ha detto il sindaco Vitalij Klyčko. Anche un’altra grande personalità ucraina come Andrij Shevchenko ha voluto dire la sua: La guerra non è la risposta”. L’aeroporto di Gostomel appena a nord di Kiev, che è stato catturato in precedenza dalle VDV russe (truppe aviotrasportate), è attualmente sottoposto a un pesante contrattacco dalla 4ª Brigata di risposta rapida della Guardia nazionale ucraina a cui è stato ordinato di riprendere l’aeroporto. Intanto, nel villaggio di Lipetskoye nella regione di Odessa, dopo l’assalto delle Forze armate russe contro l’unità militare delle Forze armate ucraine, 22 persone sono rimaste uccise, altre 11 ferite, 6 persone sono state trovate tra i macerie.

Mappa attacchi all'Ucraina (fonte: rainews)
Mappa attacchi all’Ucraina (fonte: rainews)

Le reazioni internazionali

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, al termine del Consiglio dei Ministri, ha commentato la crisi ucraina presso la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi. “L’Ucraina è un Paese Ue, una nazione amica e una democrazia colpita nella legittima sovranità. L’Ucraina è un democrazia colpita nella propria legittima sovranità. Esprimo la solidarietà piena e incondizionata del popolo italiano al popolo ucraino e al presidente”. Mario Draghi ha poi fatto cenno alle sanzioni Ue ai danni della Russia.

Il G7 chiede alla Russia una de-escalation

“Condanniamo l’invasione russa nel modo più aspro. Affermiamo il nostro inamovibile appoggio e la nostra solidarietà all’Ucraina. Ci impegniamo a proteggere i sistemi democratici e a rafforzare la nostra collaborazione per la priorità globali come clima, ambiente e salute”, questo il messaggio trasmesso in una nota da parte del G7 riunitosi oggi. I leader del G7 sono pronti ad agire sul mercati globali dell’energia.

L’Occidente diviso sull’espulsione della Russia dal circuito SWIFT

Una delle opzioni più discusse per quanto riguarda le possibili sanzioni da imporre alla Russia, è la rimozione del paese dal circuito finanziario SWIFT. La Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication è un sistema che permette di scambiare le informazioni necessarie per le transazioni finanziarie da un paese a un altro. I governi del fronte occidentale sono ancora decisi se estromettere o meno la Russia dal sistema SWIFT anche perché per le banche europee l’applicazione della misura sarebbe un rischio grave. Secondo il Financial Times, un gran numero di istituti di credito, come UniCredit, Société Générale e Raffeisen sono ampiamente esposti su asset russi. Sui mercati bruciati 331 miliardi di dollari in tutte le borse mondiali. Di questi, 30 solo alla Borsa di Milano. Gli esperti lo indicano come il giovedì nero dei mercati.

Boris Johnson condanna le azioni della Russia

“Le banche russe non potranno avere accesso alla sterlina e non potranno avere accesso al nostro sistema di pagamento”. Queste le parole del Primo Ministro inglese, Boris Johnson che è tra i favorevoli dell’uscita della Russia dal circuito SWIFT. Inoltre, indica l’indirizzo sulla politica e le scelte energetiche: “Dobbiamo porre fine alla dipendenza dal gas russo”.

Le preoccupazioni della Bce sul conflitto in Ucraina

Il conflitto in Ucraina potrebbe ritardare l’uscita dallo stimolo monetario della Bce. Lo stimolo monetario consiste nei tentativi da parte dei dei governi o delle agenzie governative di stimolare finanziariamente un’economia. A riferirlo è Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce.

Ue: “limitare l’accesso di Mosca alle tecnologie chiave”

“L’Ue renderà al Cremlino impossibile continuare con la sua azione”, ad affermarlo Ursula von der Layen, presidente della Commissione Ue che ha poi scritto tramite un tweet: “Condanniamo fermamente l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina. In queste ore buie, i nostri pensieri sono con l’Ucraina e le donne innocenti, uomini e bambini che affrontano questo attacco non provocato e la paura per la loro vita. Riterremo il Cremlino responsabile”.

Lo straziante appello di Volodymyr Zelensky

Sta girando, in queste ore, il video messaggio di Volodymyr Zelensky, presidente dell’Ucraina. Oggi ho cercato di chiamare a telefono il presidente della Federazione Russa. Il risultato è stato il silenzio, anche se il silenzio dovrebbe essere nel Donbass. Di conseguenza voglio rivolgermi a tutti voi, cittadini russi. Siamo separati da oltre 2000 km di confini reciproci, lungo i quali si trovano 200.000 dei vostri soldati e 1.000 veicoli blindati. La vostra leadership ha approvato il loro avanzamento nel territorio di un altro paese. Questa decisione potrebbe rappresentare l’inizio di una grande guerra. La causa potrebbe sorgere in qualsiasi momento, qualsiasi provocazione, qualsiasi scintilla, una sola e potrebbe bruciare tutto”. Ha iniziato così Zelensky che poi prosegue: “So che questo mio discorso non verrà trasmesso alla tv russa, ma il popolo russo ha bisogno di vederlo. Hanno bisogno di sapere la verità. La verità è che tutto questo deve essere fermato prima che sia troppo tardi, e se la leadership russa non vuole sedersi a un tavolo per la pace con noi, allora forse si siederà a un tavolo con voi. I russi vogliono la guerra? Mi piacerebbe molto rispondere a questa domanda. Ma la risposta dipende solo da voi, i cittadini della Federazione Russa”. Un appello disperato, di chi si sente anche abbandonato da un Occidente che continua a valutare la situazione senza agire concretamente.

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