sabato, 4 Dicembre 2021

Vincere le presidenziali o perdere le comunali, la donna oggetto sta bene su tutto

Ci sono mille modi di declinare la violenza sulle donne, per il carnefice si tratta solo di trovare quello utile allo scopo.. In politica come in tutti gli altri ambiti, la donna oggetto è buona per tutte le stagioni e per tutte le cause. Che si tratti di vincere una elezione, o di fargliela perdere. A Washington, con Kamala Harris, come in Puglia.

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Qualche giorno fa, per la prima volta nella storia, gli Stati Uniti hanno avuto un Presidente donna, Kamala Harris, seppure per appena 85 minuti, quell’ora e venti in cui sleepy Joe Biden era realmente addormentato (sic!) per una colonscopia. I civilissimi ed evoluti americani hanno finalmente avuto una presidentA, per dirla con un linguaggio di genere che il politicamente corretto vuole imporre di questi tempi. Chiedo perdono, dico senza mezzi termini che la parola mi fa schifo, ma questo è un altro discorso. A parte questo, la cosa per molti versi fa riflettere. Esportatori di democrazia, come amano definirsi, in un campo aperto come la politica gli Stati Uniti non lasciano troppo spazio al gentil sesso. La politica è roba da maschi, nella maggior parte dei casi bianchi, visto il solo presidente afroamericano che hanno avuto. Ma anche questo è un altro discorso. Sul perché Biden abbia scelto la Harris come sua vice, rompendo con gli schemi del passato, si sono versati fiumi d’inchiostro, da parte di penne molto più ferrate in materia, ma per metterla giù molto breve, la Harris aveva dalla parte sua il fatto di essere donna, non a caso insieme a lei erano in corsa la senatrice Elizabeth Warren e l’ex consigliera alla sicurezza nazionale Susan Rice. Una corsa a tre, altro evento torico, per la prima volta in 244 anni, roba da guinness dei primati.

A qualche migliaio di chilometri un’altra giovane donna, Giulia Fresca, ha tentato senza successo la corsa alla poltrona di Sindaco a Manfredonia, cittadina di circa 60mila abitanti nel Foggiano. Collocata subito al di sotto dello sperone italico, di quello stivale noto come il bel Paese, il Comune dauno non ha nulla di che vantarsi in questo casi, anzi. Sì, perché le due signore, a parte la passione per la politica declinata con risultati molto diversi, condividono solo il fatto di appartenere al genere femminile, e come tali un facile oggetto per l’avversario, politico nello specifico. Quando il contendente è donna, ma vale anche in tutti gli altri ambiti, allora non c’è niente di più facile che buttarla sul sesso. Durante la campagna elettorale, ignoti hanno messo in circolazione un video hard rimontato con la faccia di una donna vicina alla competizione elettorale, non la candidata grazie a Dio, una operazione studiata ad arte. Complicato? Forse, ma neanche troppo, tecnicamente si chiama deepfake, in giro ci sono decine di software ideati apposta. Più semplice in ogni caso che “smontare” un curriculum vitae di una donna competete di oltre 30 pagine, specie se affiancato da una denuncia che ha fatto tremare Cosenza quando era assessore.

Va da sé, la donna oggetto è buona per tutte le stagioni e per tutte le cause. Che si tratti di vincere una elezione, o di fargliela perdere. Ci sono mille modi di declinare la violenza sulle donne; per il carnefice si tratta solo di trovare quello utile allo scopo. A proposito di politica nostrana, tra poco scade il mandato di Mattarella, ma stiamo pure tranquilli e non ci pensiamo nemmeno, il Capo dello Stato avrà sicuramente un successore. Senza andare troppo lontano, l’Italia non ha mai avuto neanche una presidenta del Consiglio.

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