domenica, 24 Ottobre 2021

“Offesa alle donne”: tira più uno stereotipo che La Spigolatrice di Sapri

Si punta il dito e si urla al sessismo sui social. È polemica sulla "Spigolatrice" a Sapri commissionata a Emanuele Stifano.

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C’è chi vede arte e si lascia coinvolgere dalla bellezza delle forme, delle pieghe del vestito che si fonde alla pelle, ma sui social è guerra, anche sotto al post dello stesso artista della statua, “La Spigolatrice“, da quando ha gettato benzina sul fuoco dichiarando che voleva farla in principio nuda. La polemica è divampata in questi giorni sui social, tutta colpa di quella statua inaugurata alla presenza anche del leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte e commissionata a Emanuele Stifano, “La Spigolatrice” di Sapri. Donna formosa, con uno sguardo forte e dritto, una mano sul petto, leggera a sfiorare la pelle, fa parlare di sè, delle sue curve troppo in vista.

A ben guardarla risaltano una serie di stereotipi associati alle donne,  rappresentando il riflesso di una cultura maschilista profondamente radicata nella nostra società. La deputata Laura Boldrini non ha di certo nascosto il suo risentimento sui social. Il tweet è stato condiviso da molte donne, non si parla solo di femministe: “La statua appena inaugurata a Sapri e dedicata alla Spigolatrice è un’offesa alle donne e alla storia che dovrebbe celebrare. Ma come possono perfino le istituzioni accettare la rappresentazione della donna come corpo sessualizzato?

Il maschilismo è uno dei mali dell’Italia“. A esprimere la sua opinione riguardante la statua incriminata è anche un membro del Senato, Monica Cirinnà. Il suo tweet è molto più mirato e duro di tono rispetto a quello della deputata: “A Sapri uno schiaffo alla storia e alle donne che ancora sono solo corpi sessualizzati. Questa statua della Spigolatrice nulla dice dell’autodeterminazione di colei che scelse di non andare a lavoro per schierarsi contro l’oppressore borbonico. Sia rimossa!”.

Nonostante tutto il primo cittadino di Sapri non vuole assolutamente ritrattare e decide che la statua non si toglierà dalla piazza. Dall’altra parte della barricata, a difesa della scultura  l’imprenditore Gianmarco Gabrieli, risponde a tono. Un tweet che divide ancora più le masse: “Due anni fa è stata inaugurata la statua di Palinuro fatta dall’artista Emanuele Stifano, che ha fatto anche la spigolatrice di Sapri. Perché le polemiche sessiste ci sono solo per la statua femminile?”

Una scultura che doveva far parlare di sè per altro motivo, quale quello di catturare le parole della poesia di Luigi Mercantini. Parole che evocano alla mente ben altro sentimento, molto meno ammiccanti i gesti e meno succinti gli abiti. Sulla scelta discutibile dell’outfit della contadina ha parlato la deputata di “Green Italia”, Rossella Muroni: “Inaugurazione della statua dedicata alla spigolatrice di Sapri…ora: nel passato la spigolatrice lavorava duramente nei campi di grano… l’outfit individuato mi sembra altamente improbabile e sto’ stuolo de’ maschi in ammirazione proprio imbarazzante!”

La poesia infatti narra una rivoluzione fallita, un andare controcorrente cercando di tenere stretti i propri ideali. Non è solo questione, dunque, di chiudere gli occhi e lasciare le interpretazioni a terzi, godendo solo di un’opera d’arte, ma è necessario che si ammetta che Stifano ha giocato male le sue carte. Al posto di mettere al centro della piazza una statua aperta al passato e a quel pezzo di storia così significativo da regalarlo e farne fare tesoro alle future generazioni, si è perso nella rappresentazione di una contadina dalle forme generose.

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