venerdì, 24 Settembre 2021

Lorenzo Kruger, oggi esce “Singolarità”: il nuovo album per il frontman dei Nobraino

Un cantautorato di stampo classico accompagnato da basso e batteria, mentre tutto attorno si muovono suoni di strumenti manipolati e atmosfere synth.

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Stereotipazione dell’amore, odio scrivere banalità, è tutto un fatto culturale se vivo in questa singolarità: e Singolarità è il nuovo album di Lorenzo Kruger, in uscita oggi per Woodworm con la produzione di Taketo Gohara e distribuito da Universal Music Italia. Un album di inediti che segna ufficialmente il ritorno discografico del cantautore, già frontman dei Nobraino, confermandolo tra gli artisti più interessanti del panorama cantautorale italiano. Preceduto dai singoli “Con me Low-Fi” e “Il Calabrone“, l’album dell’esordio solista racconta un percorso di cambiamento durato quattro anni tra innumerevoli live e la ricerca di un sound nuovo, moderno ed elegante, sul quale si muove il timbro inconfondibile di Kruger. Dieci tracce che esprimono identità molteplici e uno stile eterogeneo, accomunate da temi e da stati emozionali che con seria ironia il cantautore sintetizzata in un gioco linguistico e semantico nel titolo dell’album.
Un cantautorato di stampo classico accompagnato da basso e batteria, mentre tutto attorno si muovono suoni di strumenti manipolati e atmosfere synth. “Siamo al paradosso: l’autocelebrazione dell’individuo è la più recente forma di omologazione. Troppe singolarità che creano una pluralità inintellegibile ed io non faccio certo eccezione”(Lorenzo Kruger)
“Singolarità” è un termine chiave nell’ambito scientifico, che da Kruger viene equivocato e speso principalmente su due piani: il passaggio in solo dell’artista, il tema dell’individuo nelle canzoni. I due piani spesso si sovrappongono su un fondale di realtà e di storie standardizzate, di stereotipi, di banalità e frasi fatte, di schemi mentali dai quali si è incapaci di liberarsi. Nel modello unificante il pensiero si smarrisce, amare diventa complicato. Ne deriva un senso di isolamento, di inadeguatezza, di smarrimento e solitudine che accomuna la condizione di Kruger artista ai soggetti delle storie che racconta.
La “singolarità” si traduce quindi in uno stato di solitudine cosciente che si autoanalizza per risolversi cercando un evoluzione oltre i preconcetti che la causano.
Se ne trova un esempio plastico nella title track, dove “singolarità” esprime la condizione di “single”. Una piccola licenza per descrivere quella solitudine che deriva dall’incapacità di anteporre le affinità elettive ai canoni estetici e sessuali imposti dalla nostra cultura. La stereotipizzazione dei canoni di bellezza, di orientamento sessuale, di interazione sociale ci orienta e ci confonde precludendo sperimentazioni che potrebbero essere risolutive per il nostro benessere, non solo relazionale.
Neppure la cover dell’album si sottrae al gioco della “singolarità”, graficamente tradotta nella divisione in singoli spazi e concettualmente nell’atto della provocazione a lieto fine. L’intero artwork è frutto della campagna “Spazi miei”, call to action lanciata dallo stesso Kruger sulla piattaforma dedicata, che ha visto la messa in vendita di tutto gli spazi graficamente disponibili. Il ricavato dell’intera operazione è stato donato alla scuolina di teatro “Casa di gesso” di Cesena, che ha potuto erogare otto borse di studio destinate ai bambini del territorio.

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