sabato, 16 Ottobre 2021

Voto al Senato per i 18enni, gli studenti: “Non ci basta mettere una X”

Si al voto al Senato ai 18enni ma non basta: i giovani vogliono essere davvero protagonisti del dibattito politico e sociale.

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Si al voto al Senato ai 18enni ma non basta: i giovani vogliono essere protagonisti del dibattito politico e sociale. Commenta così Luca Redolfi, dell’Unione Studenti: “Noi siamo anche a favore del voto ai sedicenni, ma in una scuola diversa che fornisca gli strumenti, stimoli le capacità critiche dei giovani nell’analisi della realtà. Ma la scuola pubblica italiana non lo fa“.

La critica portata avanti sottende un messaggio chiaro: il problema non è solo l’estensione del diritto al voto, quanto il vero e proprio coinvolgimento dei giovani nelle tematiche di attualità e politica. Pensare, infatti, di parlare di futuro senza coinvolgere chi ne sarà protagonista, risulta essere paradossale. Pensare di non creare coscienza critica attraverso l’istruzione e la formazione, è riduttivo.

Continua l’Unione Studenti: “La nostra scuola purtroppo non fornisce elementi di stimolo dello spirito critico. Mette gli studenti in una posizione passiva rispetto a ciò che avviene all’esterno. E questo è grave anche guardando alla responsabilità di voto che adesso al Senato avranno i 18enni – commenta il giovane – Democrazia non è solo votare ogni 5 anni. È altro: partecipare, essere coinvolti nelle scelte, essere parte determinante ed ascoltata. Noi – conclude – chiediamo un reale coinvolgimento dei giovani nella politica. Non ci basta mettere una x“.

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