venerdì, 30 Luglio 2021

Medio oriente, Israele replica ai “palloni incendiari”: razzi su Gaza. Tensioni nella Spianata delle Moschee

Israele torna a colpire la striscia di Gaza. Nelle ore precedenti l'esercito aveva occupato luoghi strategici della Gerusalemme palestinese per permettere i festeggiamenti della destra ultranazionalista.

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Dopo il cessate il fuoco del 21 maggio, l’aviazione israeliana torna a colpire Gaza. Da lunedì Israele ha attivato il sistema di sicurezza Iron Dome temendo la reazione della resistenza palestinese dopo la segnalazione, da parte di quest’ultima, di violazioni perpetrate dall’esercito nella moschea di Al Aqsa o nel quartiere di Sheikh Jarrah.

Gli aerei della IAF hanno colpito Khan Yunis e la parte sud di Gaza; tutti gli obiettivi erano vuoti. Tra i bersagli dei Jet, ci sarebbero anche i luoghi strategici delle Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas. Il motivo dell’attacco sarebbe il lancio di una ventina “palloni incendiari”, avvistati a sud dello stato sionista, che, secondo i vigili del fuoco, avrebbero causato alcuni incendi. Le forze armate di Tel Aviv si dicono “preparate a tutti gli scenari, inclusa la ripresa delle ostilità di fronte ai continui atti terroristici dalla Striscia di Gaza”.

Nella giornata di ieri l’esercito israeliano ha occupato la Porta di Damasco, che dà accesso alla Spianata delle Moschee: secondo gli accordi internazionali, questo luogo è sotto l’amministrazione palestinese insieme a tutta Gerusalemme Est. L’ostruzione è stata ordinata per permettere i festeggiamenti della destra sionista.

Secondo le fonti locali, i manifestanti in kippah avrebbero gridato “Morte agli arabi”; i dati della Mezzaluna rossa attestano che durante la marcia sono stati arrestati 17 palestinesi, mentre sarebbero una trentina i feriti. Un video della rete Al Jazeera e ripubblicato da Eye on Palestine, mostra una severa repressione da parte delle forze locali: una donna che sventolava una bandiera palestinese durante la marcia è stata violentemente allontanata dalla polizia insieme ad un piccolo gruppo di manifestanti con la kefiah.

Quella del corteo è stata un’iniziativa provocatoria contro i palestinesi: il nuovo premier ultranazionalista Bennett ha preferito, infatti, dispiegare le forze di polizia e l’esercito nel cuore pulsante di Gerusalemme Est, piuttosto che proibire la manifestazione.

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