venerdì, 18 Giugno 2021

GB-Irlanda Nord, Johnson e Carlo in azione per la riconciliazione

Nelle settimane scorse c’è stato un clima di crescente tensione fra comunità etnico confessionali opposte, alimentato anche dalla paura dei contraccolpi del dopo Brexit.  Non si è fatto attendere un doppio gesto dai vertici del Regno Unito

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Irlanda del Nord ancora al centro del ciclone; nelle settimane scorse c’è stato un clima di crescente tensione fra comunità etnico confessionali opposte (unionisti protestanti da una parte, repubblicani cattolici dall’altra), alimentato anche dalla paura dei contraccolpi del dopo Brexit.  

Così, non si è fatto attendere un doppio gesto dai vertici del Regno Unito: il premier, Boris Johnson, ha formalizzato alla Camera dei Comuni le scuse ufficiali, già presentate una settimana fa per l’eccidio storico di Belfast avvenuto 50 anni fa dai militari di Sua Maestà; durante il Question Time del mercoledì al Parlamento di Westminster, Johnson si è scusato a nome di tutti i governi britannici passati per il massacro di Ballymurphy, avvenuto nell’agosto 1971 e che ha causato la morte di 10 civili della comunità cattolica (inclusi un prete e una giovane madre di famiglia).  

Altro gesto di distensione è arrivato dall’eterno erede al trono Carlo, che accompagnato dalla consorte Camilla, si è recato per una nuova visita di due giorni in Ulster. Il principe del Galles e la duchessa di Cornovaglia hanno dedicato la seconda giornata della visita in Irlanda del Nord all’inaugurazione di un nuovo mercato e a incontri con tutte le comunità, inclusi ragazzi e bambini in età scolastica. Non è mancato un simpatico siparietto quando una bimba, Cathy McAllister, ha chiesto al principe “quanti televisori” avesse la regina Elisabetta nella sua residenza. “Uno credo”, ha sorriso Carlo, immancabilmente scherzoso, “più uno o due altrove, forse”.   

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