sabato, 19 Giugno 2021

La finale di Coppa sbaraglia il coprifuoco: Italia Repubblica fondata sul pallone

Il ministro Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza valida "esclusivamente nella giornata di oggi" e solo "in relazione allo svolgimento della Finale di Coppa Italia che si terrà a Reggio Emilia" che sposta l'inizio del coprifuoco alle 24.

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Amintore Fanfani, storico leader della Democrazia Cristiana, confessò ad Aldo Moro una ineluttabile verità: “Tu ed io pensiamo che l’Italia sia fondata sul lavoro, come afferma la Costituzione. Invece, caro mio, è fondata sul pallone”.  

Viene da pensarlo, oggi come non mai, al solo sentire che il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato un permesso speciale, un’ordinanza valida “esclusivamente nella giornata di oggi” e solo “in relazione allo svolgimento della Finale di Coppa Italia che si terrà a Reggio Emilia”, che sposta l’inizio del coprifuoco alle 24.

Secondo l’ordinanza, il termine orario degli spostamenti per i partecipanti all’evento inizierà alle ore 24 e terminerà alle ore 5 del giorno successivo, per consentire il regolare deflusso del pubblico ed evitare la formazione di assembramenti nei punti di uscita dall’impianto Mapei Stadium”. 

Certo, sembra una saggia decisione: la partita avrà inizio alle 21 e terminerà alle 22.45 circa. Mantenere il coprifuoco alle 23 avrebbe dato non pochi problemi alle tifoserie, che in meno di 15 minuti avrebbero dovuto esaurire il proprio entusiasmo e tornare casa. Una domanda sorge spontanea: bene per i tifosi muniti di biglietto che assisteranno alla partita dal Mapei, ma davvero la vigilanza delle forze dell’ordine riuscirà ad individuare i “veri” tifosi da coloro che invece violano il coprifuoco pur non avendo presenziato alla partita? E soprattutto: per i tifosi bergamaschi o torinesi restati a casa come ci si regola? Anche loro vorranno festeggiare, ma l’ordinanza del ministro Speranza è valida solo a Reggio Emilia.  

Ieri il prefetto di Bergamo, Enrico Ricci, al termine della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha lanciato un appello: “Spero nel senso di responsabilità dei bergamaschi, che fino ad adesso hanno dimostrato di averne, a tutela della propria salute e di quella degli altri”. Non resta che augurarsi che le parole del prefetto di Bergamo, Enrico Ricci, siano veritiere e valgano per il senso di responsabilità sia dei bergamaschi, sia dei tifosi juventini. 

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