martedì, 21 Settembre 2021

Elon Musk ripudia i Bitcoin: le Tesla non si acquistano più con la criptovaluta

Musk fa retromarcia: "Siamo preoccupati per il rapido aumento dell'uso di combustibili fossili per l'estrazione e le transazioni di bitcoin, in particolare di carbone, che ha le peggiori emissioni di qualsiasi combustibile".

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Elon Musk, il padron di casa Tesla, sconfessa i Bitcoin: “Siamo preoccupati per il rapido aumento dell’uso di combustibili fossili per l’estrazione e le transazioni di bitcoin, in particolare di carbone, che ha le peggiori emissioni di qualsiasi combustibile”, ha tweettato Musk.

Il geniale inventore, che di recente ha rivelato al mondo di essere affetto dalla sindrome di Asperger, ha annunciato che il gruppo non accetterà più bitcoin come forma di pagamento per le auto del marchio, preferendo altre criptovalute che generano minore inquinamento. Il Deus ex machina di Tesla, però, ha anche precisato che non venderà i bitcoin in proprio possesso.

Immediata la conseguenza dopo l’esternazione di Musk: il dazio da pagare per la criptovaluta è stata la perdita di circa il 16% del suo valore sul mercato. Il ‘mining’ del bitcoin, letteralmente l’estrazione della criptovaluta, richiede l’utilizzo di una sorta di supercomputer, con decine di processori, che utilizzano sistemi di raffreddamento molto efficienti e avidi di energia, indispensabili per evitare il surriscaldamento delle macchine.

Secondo un team di ricercatori dell’Università di Cambridge, l’elaborazione a livello mondiale della moneta consuma una quantità di energia elettrica pari al fabbisogno dell’intera Argentina.

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