giovedì, 29 Febbraio 2024

Cop28, Re Carlo III “La Terra non ci appartiene”. L’Italia si l’impegna a versare 130 milioni di dollari

Primo dei due giorni del Vertice sull’azione per il clima. 133 capi di stato e governo presenti. Il discorso inaugurale è stato tenuto da Re Carlo III, preceduto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Guterres

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Si è aperto questa mattina e continuerà anche nella giornata di domani, sabato 2 dicembre, il Vertice sull’azione per il clima dei capi di stato e di governo. 133 leader mondiali partecipanti, di cui solo 15 sono donne. Evidente sotto-rappresentazione, come salta agli occhi immediatamente dalla foto di rito. Unica “nota positiva” è il leggero aumento rispetto alla scorsa edizione, in cui le leader erano 7 su 110. Previsto per oggi l’arrivo della Vice Presidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, insieme al Segretario di Stato Tony Blinken. Grande assente è infatti il Presidente Biden, che, come Xi Jinping, non parteciperà al vertice. L’intervento di Harris è previsto per la giornata di domani e si pensa che andrà a illustrare la nuova regola US che limita le emissioni di metano.

Nuovi impegni per il fondo Loss and Damage

Sullo sfondo del summit, sono continuati gli annunci di impegni nazionali a versamenti nel fondo Loss and Damage (Perdite e Danni). L’Italia ha annunciato l’impegno a versare 130 milioni di dollari, la Francia 100 milioni. Il Canada si è impegnato per 60 milioni di dollari, mentre l’Unione Europea ha dichiarato di voler versare 225 milioni di Euro (di cui fanno parte i 100 già annunciati nella giornata di ieri dalla Germania). La cifra complessiva raggiunta, che supera i 480 milioni di dollari, resta però una goccia nell’oceano se confrontata con la necessità di 400 miliardi di dollari all’anno necessari per le irreversibili perdite collegate al cambiamento climatico per i paesi in via di sviluppo. “E’ una pietra miliare in quanto crea un atteggiamento molto positivo verso il complesso processo del GDT (global stock take) che abbiamo davanti a noi. Gli impegni annunciati (dai Paesi) sono stati un buon segnale, ma sono solo impegni e devono concretizzarsi il prima possibile. E noi ci aspettiamo molto molto di più, visto l’impatto che perdite e danni hanno nei paesi in via di sviluppo” ha dichiarato l’ambasciatore Pedro Pedroso di Cuba alla testata Guardian.

Gli interventi

Il destino dell’umanità è in sospeso. I segni vitali della Terra stanno venendo meno. Ma non è troppo tardi. Queste le parole del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, che ha aperto il summit anticipando il discorso di Re Carlo III. Guterres ricorda il suo recente viaggio in Antartide, dove è stato testimone del cambiamento climatico, come lo era stato poco prima tra i ghiacciai del Nepal. “I ghiacci polari stanno svanendo sotto i nostri occhi. Ma questo è solo uno dei sintomi di malattia che sta mettendo in ginocchio il clima”. E rivolgendosi alla platea aggiunge “Una malattia che solo voi, leader globali, potete curare.

Nel suo discorso, Re Carlo III ha ricordato innanzitutto la partecipazione all’apertura della Cop21 di Parigi nel 2015, che sarebbe poi culminata nell’Accordo di Parigi. Che definisce come “una pietra miliare di ottimismo e speranza, quando le nazioni hanno messo da parte le loro differenze per il bene comune”. “Prego con tutto il mio cuore che la Cop28 sia un altro punto di svolta verso una trasformazione genuina in un momento in cui, come gli scienziati ci stanno avvertendo  da tempo, stiamo vedendo raggiunti punti critici allarmanti. Il sovrano ricorda poi che il cambiamento climatico non consiste più in un rischio distante, ma che eventi climatici estremi stanno colpendo in tutto il mondo. Occuparsi di cambiamento climatico è dunque “un lavoro per tutti noi”. E si indirizza quindi alle migliaia di delegati e leader mondiali: “L’opportunità da non perdere di mantenere la nostra speranza collettiva sta nelle vostre mani. Io posso solamente incoraggiarvi a andarle incontro con ambizione, immaginazione e un reale senso per l’emergenza che abbiamo davanti”. E conclude il discorso con un semplice, ma spesso dimenticato promemoria: La Terra non ci appartiene, noi apparteniamo alla Terra.

Re Carlo III e il presidente della Cop28 Ahmed Al Jaber

La questione Palestinese

Tra gli interventi ha trovato spazio anche la Palestina. Abdullah II bin Al-Hussein, re di Giordania, ha infatti connesso l’emergenza climatica alla guerra in corso a Gaza. “Mentre parliamo, i Palestinesi stanno affrontando la minaccia immediata alle loro vite. Decine di migliaia sono stati feriti o uccisi in una regione che è già sulla prima linea del cambiamento climatico”. Delegati iraniani hanno invece lasciato la sala dove si stavano tenendo i colloqui, per protestare contro la presenza di una delegazione israeliana.

Candidature e recosoconti

Durante il suo discorso, il presidente Turco Erdogan ha annunciato la candidatura della Turchia ad ospitare la 31esima Cop, che si terrà nel 2026. A seguire, per l’Unione Europea sono intervenuti Charles Michelle, Presidente del Consiglio europeo, e Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea. “La nostra non è solo una conferenza: è un esame delle nostre coscienze ha sottolineato Michelle. Mentre von der Leyen ricorda come Cop28 debba mettere in pratica quando affermato nei precedenti incontri mondiali sul tema del cambiamento climatico. Ha ricordato come l’Unione Europea sia sulla strada giusta per raggiungere gli obiettivi entro il 2030 e che contribuirà, come annunciato, al fondo Loss and Damage. E conclude invitando i leader mondiali ad azzerare l’uso di combustibili fossili e ridurre le emissioni di metano

Il mondo ha reso naturali disparità inaccettabili in reddito, genere e razza e non è possibile affrontare il cambiamento climatico senza combattere la diseguaglianza”. Il Presidente Lula da Silva, ha portato il suo Paese come esempio di comportamento: “Abbiamo modificato i nostri obiettivi climatici, che sono molto più ambiziosi di quelli di molti Paesi sviluppati. Abbiamo drasticamente ridotto la deforestazione dell’Amazzonia e la porteremo a 0 entro il 2030”.  “Il pianeta è stanco di accordi climatici non mantenuti. I governi non possono fuggire dalle loro responsabilità. Nessuna nazione risolverà i suoi problemi da sola. Siamo obbligati ad agire insieme oltre i nostri confini”.

Emmanuel Macron, presidente francese, ha superato di molto col suo discorso i 3 minuti canonici riservati per gli interventi delle diverse nazioni. La sua è stata una analisi molto lunga e completa sui tanti cambiamenti che devono essere apportati alle strutture internazionali per ottimizzare l’azione verso i cambiamenti climatici. Il suo discorso si è focalizzato sulla decarbonizzazione, chiedendo che le nazioni del G7 diano l’esempio e si impegnino ad azzerare l’utilizzo di carbone.  Ha inoltre espresso il suo desiderio di vedere l’Organizzazione mondiale del Commercio ridisegnare le sue regole sul commercio, per permettere alle nazioni di dare sussidio alle industrie verdi, nonché di imporre tariffe sul carbone”.

“L’attivismo è importante, ma servono azioni”

Tra gli interventi dei leader, quello di Abiy Ahmed, Presidente dell’Etiopia, oltre che per la durata maggiore dei 3 minuti concessi, è spiccato per il focus su quanto il suo Paese ha fatto in termini di transizione energetica, piuttosto che in termini di auspici. Tra i vari punti, ha infatti spiegato come il suo Paese abbia piantumato 32,5 miliardi di alberi, rendendo un deserto un paradiso di biodiversità. 

Polemiche per il discorso di Sunak

Il primo ministro inglese Rishi Sunak è invece al centro di critiche nel suo paese, dopo l’intervento al Vertice. Dal palco di Dubai ha infatti criticato la divisione esistente tra “retorica di palchi come questo” e ciò che accade nel mondo. Ha poi aggiunto che intende avere un nuovo approccio relativamente al “Net Zero”, ovvero la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra il più vicino possibile allo zero, e bollando il dibattito come diviso. Sunak, come riporta il Guardian, non sarà presente ai negoziati, ma ritornerà in UK col suo jet privato dopo aver trascorso solo poche ore a Dubai.

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