giovedì, 9 Febbraio 2023

Guerra in Ucraina, bombe e granate su Kherson: uccisi 20enne e una famiglia. Putin: “Tregua per Natale ortodosso”

Oggi i russi hanno attaccato la regione di Zaporizhzhia uccidendo 2 persone e ferendone 3. Durante il colloquio con Erdogan, Putin ha ribadito di essere pronto a delle trattative se Kiev riconoscerà i territori conquistati dalla Russia. Il segretario del Consiglio di sicurezza di Zelensky ha dichiarato che potrebbero esserci nuovi attacchi massicci in Ucraina a febbraio.

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Questa mattina 5 gennaio le Forze Armate russe sono tornate a colpire il centro della città di Kherson, dopo gli 80 bombardamenti in 24 ore del 3 gennaio, uccidendo un ragazzo di 20 anni. A riferirlo è stato il capo dell’amministrazione militare regionale Yaroslav Yanushevich: “Gli occupanti russi hanno appena attaccato il centro di Kherson, colpendo anche una casa privata”.

Granata russa uccide una famiglia a Kherson

Secondo quanto riferisce con un post su Telegram il vice capo dell’ufficio presidenziale di Kiev, Kyrylo Tymoshenko, oggi una granata russa ha colpito una casa a Berylsav, nella regione di Kherson, uccidendo una intera famiglia composta da madre, padre e figlio 12enne. “Questa è tutta la bassezza e la meschinità della Russia. La gente si stava preparando a festeggiare insieme il Natale, ma un cinico colpo dei russi li ha uccisi nella loro stessa casa” ha scritto Tymoshenko.

Bombardamenti russi a Zaporizhzhia

Oltre ai bombardamenti su Kherson, le truppe di Mosca hanno attaccato anche la città di Stepnohorsk, nella regione di Zaporizhzhia, uccidendo 2 persone e ferendone 3. La notizia è stata resa nota dal capo dell’Amministrazione militare regionale, Oleksandr Starukh, in un briefing in cui ha dichiarato che tra i feriti ci sarebbero dei dipendenti del consiglio cittadino che stavano consegnando legna da ardere alle persone.

Turchia chiede cessate il fuoco, Erdogan sentirà Zelensky

Nella giornata di oggi si è tenuto un colloquio telefonico tra il presidente turco Erdogan e il capo del Cremlino Putin, in cui si è parlato anche della situazione in Ucraina. Secondo quanto riferisce la presidenza turca, durante la telefonata Erdogan ha spiegato alla sua controparte russa che gli sforzi per arrivare a una pace, e alla fine del conflitto, dovrebbero essere supportati da un cessate il fuoco da parte di Mosca, e da una “visione per una soluzione equa”. Al termine della telefonata, Erdogan ha affermato che nella oggi parlerà anche con il presidente ucraino Zelensky riguardo a come impostare delle relazioni meno tese con la Russia, e di quanto affermato da Vladimir Putin.

Putin ordina tregua durante Natale ortodosso

Il presidente della Russia Vladimir Putin ha chiesto al ministro della Difesa Serghei Shoigu, di introdurre una tregua in Ucraina dalle 12:00 del 6 gennaio alla mezzanotte del 7 gennaio per permettere le celebrazioni del Natale ortodosso. Questa mattina il patriarca Kiril aveva proposto un cessate il fuoco durante la festività, e la risposta del Cremlino non è tardata ad arrivare: “Chiediamo anche alla parte ucraina di dichiarare un cessate il fuoco e consentire ai cittadini di partecipare alle funzioni natalizie”.

Russia pronta a trattare solo dopo riconoscimento nuove regioni

Se da un lato il presidente Erdogan chiede un cessate il fuoco per far terminare il conflitto, dall’altra Putin continua a ribadire che ci sarà un possibile dialogo solo se Kiev riconoscerà i territori conquistati dalla Russia. Già lo scorso 27 dicembre il capo del Cremlino aveva dichiarato che non è Mosca a rifiutarsi di aprire delle trattative ma Kiev, e nella giornata di oggi è nuovamente tornato sull’argomento durante la telefonata con il suo omologo turco: “Siamo aperti a un dialogo serio se l’Ucraina soddisferà le richieste note e terrà conto delle nuove realtà territoriali”.

Possibile escalation della guerra a febbraio

Secondo quanto dichiarato dal segretario del Consiglio di sicurezza e di difesa ucraino, Oleksiy Danilov, all’emittente Ucraina Suspilne, la Russia sarebbe pronta a nuove operazioni militari a febbraio, mentre spinge Kiev a firmare degli accordi di pace. Per Danilov, i soldati di Mosca sono “fissati” con le date e per tanto durante l’anniversario del conflitto ci potrebbe essere un peggioramento della situazione al fronte: “Si stanno preparando per nuovi attacchi. Adesso un uomo di nome Kozak è diventato più attivo. Sta organizzando incontri con i rappresentanti europei per costringerci a firmare alcuni accordi di pace, o almeno così credono, una sorta di Minsk 3. Naturalmente non accetteremo”.

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