lunedì, 20 Maggio 2024

Picchia l’ex moglie davanti alla figlia di 3 anni in lacrime, vittima chiede aiuto con l’app: 39enne ubriaco ai domiciliari

La donna era andata a riprendere la piccola che aveva trascorso la giornata col padre, quando si è presentata alla porta l'ex marito l'ha prima insultata, poi strattonata, afferrata per i capelli facendola cadere a terra e le ha strappata il cellulare per non farle chiedere aiuto, fortunatamente troppo tardi. Per bloccarlo ci sono volute diverse pattuglie dei Carabinieri.

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Ha lasciato da sola la figlioletta di 3 anni ed è andato ad aggredire la ex, il tutto dopo aver abusato di alcol. È successo in provincia di Monza-Brianza, dove i Carabinieri sono intervenuti in seguito a una richiesta di aiuto arrivata tramite l’app “Where are U” del 112. Proprio lungo la strada al confine con la provincia di Como i militari si son trovati davanti a una violenta lite fra la donna, una 27enne della Brianza, e il 39enne di origini rumene chiaramente ubriaco. Incurante dei Carabinieri, l’uomo ha aggredito l’ex moglie che si era presentata a casa per riprendere la piccola dopo che la bimba aveva trascorso la giornata col padre. Quando la mamma della piccola è comparsa alla porta di casa, l’ex marito l’ha prima insultata, poi strattonata, afferrata per i capelli facendola cadere a terra e le ha strappata il cellulare per non farle chiedere aiuto, fortunatamente troppo tardi, dal momento che lo ha distrutto.

In preda alla furia ha anche spaccato il parabrezza dell’auto con cui lei era arrivata, di proprietà del nuovo compagno. Con molta fatica, e col supporto di altri colleghi arrivati in rinforzo, i militari si sono frapposti tra i due e sono riusciti prima a bloccare il 39enne e poi a rintracciare la bambina, ritrovata sul divano in lacrime, terrorizzata. Uno dei carabinieri l’ha calmata, tranquillizzata, e quando il padre era ormai in cella in stato di arresto, l’ha riportata tra le braccia della madre. Il 39enne è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali e rapina; al termine del processo per direttissima il Tribunale di Monza ha disposto gli arresti domiciliari. In seguito ai traumi riportato la donna è stata dimessa dall’ospedale con una prognosi di 14 giorni. L’invito che rivolgiamo a tutte è sempre quello di denunciare; per le donne vittime di violenza, come Quotidiano Italiano, abbiamo predisposto un questionario anonimo.

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