venerdì, 9 Dicembre 2022

“È tutta colpa tua”: non riescono ad avere un figlio, lui tronca la relazione e l’offende su Instagram

In più occasioni l'uomo ha umiliato la donna, attribuendole la responsabilità delle difficoltà di concepimento. Così è scattato il divieto di avvicinamento e comunicazione con la vittima.

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Avrebbe umiliato e offeso ripetutamente la compagna, probabilmente perché non riuscivano ad avere un figlio. Così la Polizia ha eseguito la misura cautelare del divieto di avvicinamento e divieto di comunicazione con la vittima nei confronti di un giovane pakistano.

La vicenda

La coppia, di nazionalità pakistana, era sposata da alcuni anni. Pare che il compagno, soprattutto negli ultimi mesi, avesse iniziato a offendere ripetutamente la moglie, anche in ragione del fatto che i due, da diversi anni, stavano provando ad avere un figlio senza riuscire nell’intento sperato. A quel punto, il compagno avrebbe iniziato ad attribuire la responsabilità delle difficoltà di concepimento alla donna e aveva deciso di troncare la loro relazione. Tuttavia, dovendo in qualche modo seguire i principi della tradizione islamica, osservata da entrambi, la donna non avrebbe potuto incontrare altre persone e doveva stare in casa per almeno quattro mesi. Per questo motivo, la donna avrebbe deciso di trascorrere questo lasso di tempo da alcuni suoi parenti.

Dopo alcuni giorni, il compagno si sarebbe recato nell’abitazione dei parenti della donna e avrebbe continuato a inveire contro lei, pretendendo la restituzione di tutti i gioielli che le aveva regalato. A quel punto la donna, fortemente spaventata dalla condotta intrapresa dal compagno, avrebbe deciso di querelarlo cercando rifugio da altri parenti, in provincia di Macerata. Anche in questa occasione, l’uomo avrebbe raggiunto la donna nei pressi della nuova abitazione e, attraverso delle storie Instagram, continuava a minacciarla e a offenderla gratuitamente. A seguito di questo ennesimo episodio, la donna si sarebbe recata di nuovo in Questura valutando, questa volta, la possibilità di alloggiare in una struttura protetta. Nonostante ciò, l’uomo avrebbe continuato nella sua condotta denigratoria, soprattutto attraverso i social. Così l’Autorità Giudiziaria ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento e del divieto di comunicazione, in qualsiasi forma, nei confronti della donna.

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