giovedì, 29 Febbraio 2024

Corea del Nord, rilevati 180 aerei da guerra: Seul risponde e fa decollare 80 caccia

In una nota ufficiale l'esercito sudcoreano ha fatto sapere che alcuni jet militari nordcoreani hanno sconfinato a nord. La risposta da parte di Seul non si è fatta attendere e prontamente sono stati fatti decollare 80 aerei caccia, inclusi alcuni F-35A.

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Oggi, venerdì 4 novembre, l’esercito sudcoreano ha fatto decollare 80 “jet stealth”, dopo aver rilevato la mobilitazione di 180 aerei da guerra nordcoreani. Seul ha scoperto questi movimenti da parte di Pyongyang durante le esercitazioni congiunte con gli Stati Uniti. La situazione nella penisola coreana, giorno dopo giorno, sembra avvicinarsi pericolosamente a una situazione di conflitto. Il Paese governato da Kim Jong-Un, questa settimana, ha lanciato un numero elevato di missili sia a lungo che a corto raggio, incluso un test di missili balistici intercontinentali fallito giovedì 3 novembre. Seul e Washington hanno esteso fino a sabato le esercitazioni aeree congiunte in risposta alla raffica di proiettili provenienti del Nord.

La risposta di Seul

Il nostro esercito ha rilevato circa 180 aerei da guerra nordcoreani” mobilitati nello spazio aereo di Pyongyang, ha affermato il capo di stato maggiore congiunto sudcoreano. Così, per rispondere alla minaccia, Seul “ha fatto decollare 80 aerei da combattimento tra cui alcuni F-35A” mentre anche i jet coinvolti nelle esercitazioni congiunte sono stati allertati per “essere pronti”. Insomma, un botta e risposta che sembra non poter finire. Infatti, poco dopo l’annuncio della Corea del Sud di estendere le esercitazioni congiunte, Pyongyang ha lanciato altri tre missili balistici a corto raggio, definendo la mossa “una scelta molto pericolosa e sbagliata“. Alcune ore dopo, il Nord ha sparato 80 colpi di artiglieria che sono atterrati in una “zona cuscinetto” marittima, secondo quanto riportato dall’esercito sudcoreano. Per le forze armate di Seul, lo sconfinamento nella zona cuscinetto è stata una “chiara violazione” dell’accordo firmato dai due paesi nel 2018.

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