mercoledì, 5 Ottobre 2022

Guerra in Ucraina, Kiev: “Valutiamo di spegnere la centrale a Zaporizhzhia”. Nato: “Rischio disordini per crisi energetica”

I russi hanno bombardato Nikopol, attaccando Marganets con missili grad, colpi di mortaio e artiglieria pesante; al momento non risultano feriti né vittime. L'Energoatom è favorevole alla zona di sicurezza attorno alla centrale nucleare di Zaporizhzhia, proposta dall'Aiea. Mosca: "Non acquistiamo armi dalla Corea del Nord, fake news Usa".

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Le truppe russe hanno bombardato il distretto di Nikopol, la comunità di Marganets è stata attaccata con missili grad, colpi di mortaio e artiglieria. Non ci sono state vittime o feriti. Stiamo quantificando i danni”. Lo ha comunicato via Telegram il capo dell’amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Valentin Reznichenko. Quest’ultimo ha aggiunto che i Vigili del Fuoco hanno spento un incendio nel deposito di petrolio a Kryvyi Rih, divampato a causa di un attacco missilistico degli occupanti. Stessa storia nel Donetsk, dove gli invasori hanno bombardato Slovyansk, abbattendo completamente un edificio. “Il numero dei feriti è attualmente sconosciuto”, si legge nel post su Facebook del capo dell’amministrazione militare della città, Vadym Lyakh. Nel frattempo a Energodar la situazione si fa sempre più critica. Il Governo ucraino ha fatto sapere che stanno valutando “la possibilità di spegnere la centrale nucleare di Zaporizhzhia per motivi di sicurezza“, in quanto preoccupata per le riserve di gasolio utilizzate per i generatori di riserva, secondo il massimo esperto di sicurezza nucleare di Kiev. La notizia è stata data da Oleh Korikov, rappresentante dell’Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare dell’Ucraina.

Energoatom: “Favorevoli a caschi blu a Zaporizhzhia”

Dispiegare il contingente di mantenimento della pace e mandare via i soldati russi può essere uno dei modi per creare la zona di sicurezza presso la centrale nucleare di Zaporizhzhia“. Così si è espresso Petro Kotin, dopo il rapporto conclusivo dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, in cui si propone la creazione di un’area di protezione per smilitarizzare l’impianto. Intanto il presidente Putin ha detto durante il settimo Forum economico di Vladivostok di “fidarsi del rapporto” dell’Aiea sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, affermando, però, che il team Onu sarebbe “pressato da parte degli Stati Uniti e dell’Europa“, tanto da “non poter dire direttamente che la centrale viene colpita dal territorio ucraino”. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa Tass.

Mosca: “Armi dalla Corea del Nord? Fake news”

La Federazione russa ha dichiarato che non starebbero acquistando armi dalla Corea del Nord, come invece sostenuto ieri da un ufficiale degli Stati Uniti ai microfoni della Cnn. “Credo si tratti di un’altra falsità“, ha chiosato il rappresentante permanente russo all’Onu, Vasily Nebenzya. Nel frattempo continuano i dialoghi tra Cina e Russia, il presidente Putin incontrerà il suo omologo Xi Jinping dopo il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, previsto il 15 e il 16 settembre a Samarcanda, in Uzbekistan. “Stiamo pianificando un incontro serio e completo dei nostri leader con un ordine del giorno dettagliato, al quale stiamo lavorando con i nostri partner cinesi”, ha detto l’ambasciatore russo a Pechino, Andrey Denisov, citato dall’agenzia di stampa Tass. Si tratterebbe del primo incontro di persona tra Putin e Xi dall’inizio del conflitto in Ucraina.

Stoltenberg: “Si rischiano disordini nei Paesi Nato”

“La nostra unità e solidarietà saranno seriamente messe a dura prova, poiché le famiglie e le imprese subiranno la crisi dell’aumento dei prezzi dell’energia e del costo della vita causato dalla brutale invasione della Russia. Per il futuro dell’Ucraina e per il nostro, dobbiamo prepararci alla guerra invernale e mantenere la barra dritta“. Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, avvertendo che nei prossimi mesi potrebbero esserci dei “disordini sociali” nei Paesi dell’Alleanza, proprio a causa di “interruzioni e tagli energetici”.

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