giovedì, 29 Settembre 2022

Caro energia, gas scende a 273 euro. In Europa nuove misure contro la crisi energetica

A fronte della discesa del prezzo del gas a 273 euro al megawattora, in Europa iniziano ad arrivare le prime misure contro il caro energia. I provvedimenti europei prevedono lo spegnimento delle insegne luminose di sera e una limitazione della temperatura dentro gli edifici.

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Dopo il picco di 339 euro al megawattora che il gas ha raggiunto durante la giornata di venerdì 26 agosto, oggi 29 agosto si assesta nuovamente sui 273 euro, nonostante ci si avvicini allo stop momentaneo del gasdotto Nord Stream I di Gazprom, previsto dal 31 agosto al 2 settembre. Mentre il prezzo del gas è sceso, il carbone ha invece subito un rialzo del 2,64%, per una cifra di 374 dollari a tonnellata. In salita anche il petrolio dello 0,74%, per una cifra di 93,82 euro al megawattora. In calo i metalli, con l’oro che è arrivato a 1.728 dollari l’oncia, mentre nel campo agricolo scendono sia il grano tenero, a 798,5 dollari per unità da 5mila staia, sia il grano duro a 873,5 dollari.

Tuttavia, il prezzo totale dell’energia non accenna minimamente calare. In Italia si è arrivati al costo medio di 740 euro al megawattora, con un tetto orario massimo bloccato a 867,28 euro e minimo a 688,24 euro. In Germania, invece, l’energia raggiunge i mille euro al megawattora.

La situazione in Germania e Francia

L’aumento dei prezzi dell’energia sta seminando il panico tra i vari Paesi europei, che iniziano ad attuare diversi piani per evitare, o quantomeno contrastare, la crisi energetica. Il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, ha recentemente rilasciato alcune dichiarazioni in cui afferma che la Germania deve affrontare il problema dell’aumento dei prezzi con la massima urgenza. Il ministro dell’Economia Robert Habeck chiede che i prezzi di gas e elettricità vengano divisi.

La situazione non è delle migliori nemmeno in Francia, dove la premier Elisabeth Borne apre la strada a una tassa sugli extra-profitti che servirà a tentare di ridurre il costo degli interventi per abbassare i prezzi dell’energia. Alcune voci di corridoio affermano che probabilmente chiederà alle aziende francesi di diminuire il consumo energetico del 10%, durante l’assemblea degli industriali.

Gli aiuti da 280 miliardi non bastano

Secondo l’analisi del gruppo di riflessione politico-economico Think tank Bruegel, l‘Europa ha speso circa 280miliardi di dollari in aiuti contro il caro energia, ma la situazione è peggiorata, infatti le misure di sostegno emanate dai vari Paesi, sono sempre diversi passi indietro rispetto all’evoluzione dei prezzi. Sebastian Dullien, economista e direttore del centro di ricerca tedesco Imk, ha preso come esempio la Germania guidata dal cancellerie Scholz, per dimostrare che le varie nazioni non hanno ben chiara l’entità del problema, affermando che: “La Germania sta fronteggiando uno shock macroeconomico gigantesco. Uno shock da 200 miliardi solo per il prossimo anno, che riguarderà sia le imprese che lo Stato e le famiglie”.

Caro energia: le misure europee

In tutta Europa iniziano ad arrivare piani di contenimento dei consumi, che modificano le varie abitudini per evitare di arrivare a razionamenti più seri. Tra i primi Paesi ad adottare i provvedimenti c’è la Germania, che ha già varato alcune misure per diminuire il consumo di energia elettrica in vigore da prossimo 1 settembre. La temperatura del riscaldamento negli edifici pubblici sarà di 19 gradi massimi, mentre i corridoi e le varie aree di transito saranno sprovviste. Nelle aziende in cui i dipendenti svolgeranno un lavoro fisico intenso, il riscaldamento sarà limitato fino a 12 gradi. Per quanto riguarda l’energia elettrica, l’illuminazione notturna degli edifici sarà totalmente vietata e le insegne luminose dovranno essere spente dalle 22 alle 6 del mattino.

Robert Habeck, ministro dell’Economia tedesco, ha dichiaro: “Non vogliamo misurare le temperature nelle camere da letto, la libertà individuale deve valere, ma le misure chiamano alla responsabilità delle famiglie di contribuire alla riduzione dei consumi energetici”. Il senatore Jens Kerstan invece ha avvisato che in caso di grave carenza di gas, l’acqua calda potrebbe essere limitata a determinate fasce orarie.

Anche la Francia si sta preparando a emanare alcune misure per contrastare la crisi energetica. Tra queste, c’è l’obbligo di spegnere le insegne pubblicitarie tra l’1 di notte e le 6 del mattino, mentre le porte dei negozi resteranno chiuse se al loro interno è presente un impianto di climatizzazione o di riscaldamento.

In Spagna dall’inizio di agosto sono attive alcune misure per contrastare i consumi, nonostante il Paese sia il meno dipendente dal gas russo. Anche le misure spagnole prevedono luci spente dalle 22 e porte chiuse in caso di aria condizionata o riscaldamenti, con una temperatura che non dovrà scendere sotto i 27 gradi. In Portogallo invece ancora non sono state emesse delle misure, ma attualmente è in corso un dibattito in cui si valuta la chiusura anticipata dei negozi, tra la domenica e il giovedì.

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