venerdì, 12 Agosto 2022

Pedopornografia, si spaccia per adolescente e adesca ragazzine: 12enni si spogliano in chat arrestato 30enne

Nel computer dell’uomo sono state trovate 177 foto della sua identità da predatore., molte di più le immagini delle vittime nude. Secondo le indagini sono 26 le piccole cadute nella trappola di un 30enne che è stato arrestato con 40 capi di imputazione.

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A Milano, un uomo ha adescato a lungo bambine di dieci, tredici anni al massimo via Whatsapp e si presentava come un 14enne. Tramite messaggi, convinceva le ragazzine a spogliarsi e consumare rapporti virtuali. Le vittime, identificate dagli investigatori, sarebbero al momento 26. L’inchiesta, coordinata dal pm Giovanni Tarzia, è partita dalla denuncia ai Carabinieri della famiglia di una di queste bimbe che, dopo aver conosciuto l’uomo, si mostrava sempre più fragile e spesso turbata.

Nel computer dell’uomo sono state trovate 177 foto della sua identità da predatore. Molte di più le immagini delle vittime nude, che a Milano lo hanno portato in carcere, e poi ai domiciliari, con 40 capi di imputazione. L’accusa è detenzione, cessione di materiale pedopornografico, produzione di materiale, tentativo di produzione e violenza sessuale aggravata dalla minore età della vittima, anche se avvenuta con mezzo virtuale. Quest’ultima accusa è stata contestata nei confronti, per ora, di cinque casi.

Il racconto di una delle vittime

Con l’aiuto di uno psicologo la bambina ha raccontato tutto, a partire da un rapporto intimo virtuale per cui il predatore adesso è accusato di violenza sessuale consumata virtualmente, ma reale per il codice penale. Perché l’induzione al compimento di tali atti, in una bambina che non ha volontà, è a tutti gli effetti un abuso, ha spiegato la Procura.

L’arresto

Il 30enne è stato arrestato e messo ai domiciliari dal Riesame. Proprio in questi giorni, però, il pm Tarzia ha fatto opposizione al Riesame, giustificando l’atto con la gravità di lasciare un pedofilo in casa propria, da solo. Se precedentemente all’arresto riusciva a chattare continuamente pur avendo lavoro e fidanzata, per il magistrato, in casa solo, potrebbe ricominciare con la medesima condotta, per questo Tarzia ha chiesto con urgenza il ripristino del carcere.

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