sabato, 20 Agosto 2022

Politiche 2022, Si e Verdi sempre più lontani dal Pd. La Lega chiede di indicare i ministri in campagna elettorale

Altra giornata difficile per il Centrosinistra, con il Pd che dovrà gestire e ascoltare gli umori di Si e Verdi dopo il discusso accordo con Azione. Intanto, nel Centrodestra Salvini chiede di formare la squadra dei ministri prima del voto. Berlusconi approva, Meloni mostra una timida apertura.

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Stiamo discutendo con altre parti, in particolare con Sinistra Italiana e con i Verdi. Voglio fortissimamente che il Pd chiuda un accordo anche con loro“. Si è espresso così Enrico Letta, segretario del Pd, sul dialogo con Sinistra Italiana e Verdi in vista delle elezioni politiche 2022 in programma il 25 settembre. “Non sarò contento finché non saremo in grado di evitare che queste elezioni siano una partita che non comincia nemmeno. Se non avessimo fatto l’accordo ieri, non saremmo saliti nemmeno sul ring: la partita non sarebbe nemmeno iniziata”, ci tiene a precisare il segretario dem sull’accordo siglato con Carlo Calenda.

SI e Verdi lontani dal Pd

L’ex Presidente del Consiglio manda poi un messaggio a Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Sinistra Italiana e Verdi: “Io domani sono a Roma tutto il giorno“. Pronta la risposta di Fratoianni: “Il patto tra Calenda e Letta non ci impegna in nessun modo. Quello che voglio sapere è se quel patto disegna il profilo di una proposta generale, perché se è così finisce qua“. Il leader di Si replica all’invito di Letta: “Anch’io sarò a Roma”. Sul patto Pd-Azione è intervenuto anche Bonelli: “Né io né Fratoianni andiamo col Pd, noi abbiamo la nostra lista. Per come è stata impostata ieri l’intesa Letta-Calenda potrebbe consentire un patto anche con M5S, un’intesa tecnica. Stiamo lavorando alla definizione di punti programmatici. La proposta fatta da Calenda ha disorientato molto il popolo del centrosinistra“.

La Lega vuole già inquadrare la squadra dei ministri

Da giorni la Lega sta chiedendo agli alleati del centrodestra di indicare la squadra dei ministri già durante la campagna elettorale. Che Matteo Salvini punti al Viminale non è un mistero, anche se interpellato sul punto il segretario della Lega continua a ripetere che la scelta spetterà ai cittadini. E il sottosegretario all’Interno Molteni lo ribadisce il concetto: “Salvini farà quello che è nell’interesse del Paese e degli italiani. Tuttavia molto sulla sicurezza sarà confermato: del resto, i decreti Salvini del 2018 e 2019 furono votati anche da FdI e FI che all’epoca erano all’opposizione“.

Alla richiesta del Carroccio, la leader di Fratelli d’Italia ha mostrato una timida apertura: “Da che mondo e mondo le squadre di governo si fanno sulla base dell’indicazione dei cittadini: possiamo indicare due ministri ma non tutta la squadra“, ha detto Giorgia Meloni a Controcorrente su Rete 4.

Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi sembra invece disposto a vagliare questa possibilità: “Faremo un governo di alto profilo, credibile in Europa e nel mondo. Troveremo qualche eccellente individualità dell’economia, della cultura, della scienza e dell’amministrazione“, ha detto su Rtl 102.5. “La ripartenza dell’Italia è appena cominciata, dobbiamo consolidarla e implementarla, e alcune risposte le daremo già prima delle elezioni, così da permettere agli italiani di orientarsi“, ha aggiunto.

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