sabato, 2 Luglio 2022

Duplice femminicidio nel Modenese, 69enne uccide moglie e figliastra: già denunciato in passato

L'ex imprenditore si è costituito e ha dichiarato la sua colpevolezza dopo un lungo interrogatorio. L'epilogo di una tragedia annunciata: l'uomo era stato denunciato dalla coniuge già tre volte per maltrattamenti in famiglia, atti persecutori, appropriazione indebita e furto.

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Salvatore Montefusco ha confessato di aver ucciso prima la figliastra Renata Trandafir, 22 anni, e poi sua moglie Gabriela Trandafir, 47enne di origine romena, colpendole più volte con un fucile a canna mozza nella villetta di famiglia tra le campagne modenesi di Castelfranco Emilia. Ieri mattina l’ex imprenditore edile dopo aver sparato alle due donne si è allontanato dal luogo del duplice omicidio, recandosi in un bar del paese con la camicia ancora sporca di sangue. Qui l’uomo ha chiesto di chiamare i Carabinieri per costituirsi e ha atteso l’arrivo delle pattuglie fuori dal locale. Il 69enne è stato arrestato e, dopo essere stato ascoltato dal magistrato di turno e alla presenza del suo avvocato nella caserma di Castelfranco, ha dichiarato la sua colpevolezza. Montefusco è stato trasferito in carcere con l’accusa di duplice omicidio pluriaggravato. L’abitazione in cui si è consumato l’agghiacciante crimine e l’arma del delitto sono state poste sotto sequestro.

Le denunce nei confronti del marito

Pare si tratti purtroppo dell’epilogo di una tragedia annunciata, in quanto il 69enne era stato denunciato dalla coniuge già tre volte, dapprima per maltrattamenti in famiglia e successivamente per atti persecutori, appropriazione indebita e furto. Le richieste di archiviazione della Procura di Modena hanno reso quasi inutili le querele presentate dalla donna. La prima denuncia per maltrattamenti risale al luglio 2021, con un’integrazione ad agosto e un’altra denuncia a dicembre. A seguito di quest’ultima è arrivata la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura secondo cui le condotte di Montefusco si sarebbero limitate al piano verbale. “Nell’opposizione abbiamo evidenziato che c’erano stati atteggiamenti ben più concreti”, ha invece spiegato Annalisa Tironi, l’avvocatessa della vittima.

Inoltre, i magistrati avevano chiesto l’archiviazione anche della denuncia per stalking. Trandafir aveva querelato il marito, accusandolo di aver installato un gps sulla sua vettura per controllarne gli spostamenti. L’uomo, a sua volta, aveva poi sporto denuncia nei confronti di Gabriela e sua figlia Renata per maltrattamenti e lesioni volontarie. Insomma, una battaglia legale che sarebbe dovuta finire proprio martedì mattina, 14 giugno 2022, dinanzi al gip del Tribunale di Modena. In questa sede si sarebbe dovuto tenere in contemporanea l’udienza di separazione e l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione per l’ipotesi di reato di maltrattamenti a carico dell’uomo.

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