domenica, 29 Maggio 2022

Referendum sulla Giustizia, la Consulta dice sì. Attesa per il quesito sulla cannabis

Abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità in caso di condanna per rappresentanti di governo e amministratori, limitazioni nella custodia cautelare in carcere, separazione delle funzioni nella magistratura e l’eliminazione della raccolta delle firme per presentare le candidature al Csm.

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La Corte costituzionale ha detto sì a quattro quesiti referendari in tema di Giustizia, dichiarandoli ammissibili, tutti promossi da Lega e Partito Radicale. Questi i temi dei quesiti accettati: l’abrogazione delle disposizioni in materia di incandidabilità, ineleggibilità e decadenza in caso di condanna per rappresentanti di governo e amministratori (uno dei decreti della Legge Severino), le limitazioni nella custodia cautelare in carcere, la separazione delle funzioni nella magistratura e l’eliminazione della raccolta delle firme per presentare le candidature al Csm (Consiglio Superiore della Magistratura).

Non resta che attendere il parere su altri tre quesiti, l’attenzione è rivolta in particolare sul referendum relativo alla depenalizzazione del consumo di cannabis. Il presidente della Corte, Giuliano Amato, ha convocato per le 18 di oggi, 16 febbraio, una conferenza stampa in cui esporrà le ragioni dell’ammissibilità. Questa accettazione arriva a poche ore dalla bocciatura arrivata nella tarda serata di ieri, 15 febbraio, che ha dichiarato inammissibile il referendum sull’omicidio del consenziente, promosso dall’Associazione Luca Coscioni. I referendum si terranno in primavera tra il 15 aprile e il 15 giugno. “Primi quattro referendum sulla giustizia dichiarati ammissibili e presto sottoposti a voto popolare: vittoria”, ha cinguettato Matteo Salvini su twitter.

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