sabato, 28 Maggio 2022

Covid, avvocatessa guarita non riceve super green pass per errore nel sistema: “Non posso andare in tribunale”

"Ora per ottenere il Green pass semplice sto facendo tamponi ogni 48 ore, ma avrò bisogno di quello rafforzato per poter lavorare. E poi avevo pagato abbonamenti a piscina, palestra e non posso andare al ristorante" spiega il legale.

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Ancora niente super green pass per un’avvocatessa bolognese, Sara Paganelli, nonostante siano passati 14 giorni dalla sua guarigione. Un errore sul caricamento dei dati da parte di una farmacia avrebbe generato uno stallo del sistema sanitario, che impedisce a Paganelli di riprendere la sua vita. “Ho scritto e telefonato all’Ausl, al ministero della Salute, all’ordine dei farmacisti, ma non riesco a sbrogliare questa situazione. Ora – spiega l’avvocatessa – per poter ottenere il green pass semplice sto facendo tamponi ogni 48 ore, ma avrò bisogno di quello rafforzato per poter entrare in tribunale, altrimenti dal 15 febbraio mi riuscirò più ad accedere. E poi avevo pagato abbonamenti a piscina, palestra e non posso andare al ristorante”.

 I fatti

Sara Paganelli era risultata positiva al Covid lo scorso 7 gennaio, con contagio certificato da un tampone antigenico in farmacia. Dopo il 20 gennaio, con un test molecolare eseguito in un poliambulatorio privato, si era negativizzata. Il referto di guarigione è stato caricato il 21, ma il super green pass non è mai arrivata. Tuttavia, l’Asl le ha comunicato che sarebbe stato annullata la certificazione verde della seconda dose, in assenza del terzo vaccino.

La farmacia intanto aveva comunicato al legale l’errore nel caricamento dei suoi dati, che impediva il rilascio del super pass. Così Paganelli inizia a scrivere e telefonare per spiegare il disguido e per arrivare ad una soluzione. Intanto arriva il certificato del suo medico di base, ma non è sufficiente per avere il green pass rafforzato e così per ritornare alla sua vita, lavoro compreso.

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