sabato, 28 Maggio 2022

Giulio Regeni, 6 anni fa il ritrovamento del corpo

Sono trascorsi 6 anni dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, continua la ricerca della verità: "Giulio rimarrà per sempre un ragazzo generoso, straordinariamente generoso. Era pronto a mettersi in discussione ogni volta che lo riteneva giusto".

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Giulio rimarrà per sempre un ragazzo generoso, straordinariamente generoso. Se gli piaceva qualcosa la leggeva e la imparava. Era pronto a mettersi in discussione ogni volta che lo riteneva giusto. Amava viaggiare e questa passione l’aveva ereditata sin da piccolo, quando partivamo per le vacanze e ha continuato a coltivarla crescendo“. Parole degli amici di Giulio Regeni. Sono già trascorsi 6 anni dal ritrovamento del corpo del ragazzo, il dottorando udinese che si era recato al Cairo per svolgere alcune ricerche sulla controversa situazione sindacale in Egitto dopo la rivoluzione del 2011. Da quel 25 gennaio 2016 non si ebbero più notizie del ricercatore fino a quando, il 3 febbraio 2016, fu ritrovato senza vita in un fosso, nei pressi di un carcere dei servizi segreti egiziani.

Il corpo ritrovato presentava evidenti segni di angherie fisiche: mani, piedi e gambe completamente mozzati, fratture ossee, denti rotti, segni evidenti di accoltellamento su tutto il corpo, compresa la pianta dei piedi, oltre a una moltitudine di scottature da sigaretta. All’epoca, l’autopsia rivelò un’emorragia cerebrale. Il fascicolo contenente la documentazione richiesta per svolgere le indagini, confermò il supplizio e il tormento cui fu sottoposto il giovane per almeno una settimana. Interrogatori dalla durata anche di 14 ore. Secondo le prime ricostruzioni, il decesso sarebbe avvenuto almeno 10 ore prima del ritrovamento del cadavere. Di lì a poco, vennero rintracciati e successivamente uccisi 4 uomini, indicati come possibili responsabili della morte di Regeni, in quanto in possesso di alcuni oggetti personali della vittima. Anche i pm del Cairo diedero conferma del fatto che il ragazzo era già stato in precedenza messo sotto osservazione dalle autorità di polizia locale senza riscontrare, però, considerevoli criticità riguardo la sicurezza nazionale.

Dopo sei anni di battaglie e dispiaceri, lo striscione giallo “Verità per Giulio Regeni” continua a fare il giro del mondo. Un monito, questo, preso a cuore anche da Amnesty International, enti locali culturali italiani, università, perché tutti, indistintamente, vogliono conoscere la verità, “perché Giulio fa cose ma non può fare tutto da solo“.

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