giovedì, 19 Maggio 2022

Contratto mensile, “casa” nel b&b e stipendio in ritardo: storia di Claudia una vita da precaria

La storia di Claudia, che ha lasciato la Calabria per andare a lavorare in Lombardia dove non ha ancora certezze sul suo futuro.

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“Mi rinnovano il contratto di mese in mese, avvertendomi praticamente il giorno prima, quindi non so mai quale sarà il mio destino, né posso fare piani di vita o banalmente stipulare un contratto d’affitto, essendo così costretta a passare per bed&breakfast, Airbnb e altre soluzioni instabili”. Lei è Claudia, diversi mesi fa ha lasciato la Calabria per insegnare in una scuola della Lombardia. Claudia, calabrese di nascita, si è laureata a Roma in webcam appena è scoppiata la pandemia, a febbraio 2020, e dopo aver conseguito il titolo, ha provato a trasferirsi all’estero per cercare fortuna. Arrivata in Germania però, l’amara scoperta. A causa dei lockdown la domanda lavorativa è bassissima. Claudia ci prova in tutti i modi, invia curriculum dalla mattina alla sera, ma con gli uffici chiusi e il mercato bloccato non la richiama quasi nessuno. Non riuscendo a trovare nulla che le permetta di vivere dignitosamente, a Claudia resta una sola cosa da fare: tornare in Calabria. Rassegnatasi all’idea di ritornare a vivere con i suoi genitori e di rimanere almeno momentaneamente nella sua piccola città, Claudia si adatta ai lavori più diversi.

“Nonostante volessi lavorare nel mio campo, o a qualcosa che ci si avvicinasse, pur di guadagnare qualcosa ho accettato qualsiasi proposta. Sono dell’idea che anche se hai dei titoli devi metterti sempre in gioco, anche con quei lavori che generalmente sono poco considerati. Ho fatto la promoter per Fastweb, lavoravo di notte anche a 100km da casa per fare gli inventari nei magazzini e l’estate ho lavorato saltuariamente come animatrice”. Dopo circa un anno e mezzo di instabilità lavorativa, con la lieve ripresa della situazione pandemica, a ottobre 2021 a Claudia si apre finalmente uno spiraglio di luce. Prima di partire per la Germania, spinta dai suoi genitori, Claudia si era iscritta svogliatamente nelle graduatorie di istituto della provincia di Bergamo.

“In verità non avevo mai considerato l’insegnamento. I miei piani erano completamente diversi, ma un po’ per il desiderio di un futuro più sicuro, un po’ per tentare una nuova carriera ho accettato la proposta di insegnare in una scuola media”. In meno di 48 ore Claudia fa così le valigie e parte per un lungo viaggio che la porta in Lombardia, dove dovrà sostituire un’insegnante in malattia. Date le circostanze, il contratto che le viene inizialmente fatto ha la scadenza di un mese ed essendo così quasi sicura di rimanere per un breve periodo, la neo insegnante trova una sistemazione in un b&b. Ma è gennaio e Claudia è ancora in Lombardia: “Sebbene a scuola mi trovi molto bene, ho la possibilità di insegnare la materia che ho studiato e sicuramente sto facendo un’esperienza che ricorderò per tutta la vita, il contratto mi viene rinnovato di mese in mese, quindi fino al giorno prima non so mai quale sarà il mio destino. Questo mi causa gravi problemi, innanzitutto perché non posso fare un contratto d’affitto, e allo stesso tempo non è certo semplice trovare qualcuno disposto a prendermi come inquilina perché non posso fornire alcuna garanzia. Sono costretta quindi a ripiegare su b&b e Airbnb, pagando chiaramente cifre molto più alte. E come me ci sono tante persone nella stessa situazione che vivono da mesi in albergo o dividono stanza minuscole”.

Claudia ci parla poi del problema legato allo stipendio, che per i supplenti non arriva regolarmente ogni mese: “Il ritardo degli stipendi dei supplenti è questione ben nota. Viverlo però è un’altra cosa. Da ottobre non ho ancora ricevuto alcuna retribuzione. Le spese sono tante e attualmente vado avanti grazie ai risparmi di una vita e l’aiuto dei miei genitori. Ma senza un supporto non ce l’avrei mai fatta”. Prima di salutarla poniamo a Claudia l’ultima domanda: Cosa ti aspetti dal futuro?

“Non lo so ancora in verità, da una parte vorrei continuare a insegnare, dall’altra ammetto che la voglia di riprovare a tornare all’estero non si è mai spenta. Quello che però vorrei più di tutto, a prescindere dal luogo o dal lavoro, è poter vivere serenamente, senza dover cambiare continuamente città, casa, e amici, vivendo in questa situazione precaria, un limbo dove aspetti ogni giorno senza via d’uscita”.

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