giovedì, 2 Dicembre 2021

Covid Italia, allarme contagi: otto regioni a rischio

Le regioni attualmente a rischio sono otto: Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Valle d'Aosta, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Liguria.

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I nuovi casi di contagi in Italia continuano a salire e le regioni attualmente a rischio sono otto: Friuli Venezia Giulia, Provincia autonoma di Bolzano, Veneto, Valle d’Aosta, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Liguria, facendo scattare l’allarme per il Nord-Est. Questo è quanto emerge dal 74esimo Instant report di Altems, l’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica. L’indice di rischio tiene conto della quota dei nuovi positivi tra i testati, dell’incidenza dell’infezione, dello stress sulle terapie intensive, della mortalità e della proporzione di popolazione non vaccinata.

Sul podio delle regioni più a rischio di passare in zona gialla dalla prossima settimana c’è il Friuli Venezia Giulia, infatti alla vigilia del monitoraggio settimanale dell’Iss sull’andamento della pandemia di Coronavirus, la regione presenta quasi tutti gli indicatori sopra la soglia fissata per restare in zona bianca, partendo dall’incidenza dei contagi.
Il decreto Covid fissa a 50 casi ogni 100mila abitanti il limite per restare in zona bianca, il 10% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e il 15 per quelli in area medica. Secondo di dati Agenas, tra il 15 e il 17 novembre, il Friuli Venezia Giulia registra 114,3 casi ogni 100mila abitanti, oltre al 14 per cento di posti occupati nelle terapie intensive e altrettanto in area medica, dato in crescita di un punto rispetto alla settimana precedente. Un trend che rischia di far scattare le prime restrizioni, con una preoccupazione maggiore che guarda al mese di dicembre, quando il passaggio potrebbe scattare alla zona arancione, con un livello di chiusure ben più pesante.

Un’altra regione sotto osservazione costante, è la provincia autonoma di Bolzano, dove l’occupazione delle terapie intensive ha raggiunto l’8%, in calo di un punto rispetto alla settimana precedente, e quella dell’area medica al 14%, con dato stabile. A pesare però, è l’indicatore dell’incidenza dei contagi: ben 139,1 casi ogni 100mila abitanti, quando mancano due giorni al bilancio conclusivo per decidere sul passaggio di colore.
Per gran parte delle altre Regioni, il lato ospedaliero non preoccupa quanto però fanno gli indicatori sull’incidenza dei contagi, soprattutto in vista del Natale. Il Veneto, che finora può contare sull’occupazione di terapie intensive e reparti Covid al 5%, ma soffre con 70 casi ogni 100mila abitanti nell’ultima settimana. In una situazione diversa, è la Calabria, che dai dati dei contagi è lontana dall’abbandonare la zona bianca, avendo 24,7 casi ogni 100mila abitanti. I primi segnali di allarme però sono proprio gli ospedali a lanciarli, visto che le terapie intensive sono piene al 6%, mentre le aree mediche segnano un trend in crescita di un punto a settimana attestandosi al 13%. La Val d’Aosta con un valore pari a 7,14 è spinta dall’incidenza, dalla proporzione dei nuovi casi tra i testati, dalla mortalità e dalla proporzione di popolazione non vaccinata. La Campania con un valore pari a 6,53 è spinta dalla proporzione dei nuovi casi tra i testati. L’Emilia-Romagna con un valore pari a 6,45 è spinta dall’incidenza e dalla proporzione dei nuovi casi tra i testati, così come il Lazio con un valore pari a 5,83. E infine la Liguria con un valore pari a 5,19, spinta anch’essa dall’incidenza e dalla proporzione dei nuovi casi tra i testati.

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