mercoledì, 27 Ottobre 2021

A fuoco ditta di mascherine chirurgiche, ieri bruciate 2mila tonnellate di rifiuti: 2 incendi in poche ore – VIDEO

Intorno alle 2 di notte un vasto incendio ha avvolto un capannone in cui si producono mascherine chirurgiche. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Non ci sono feriti. Si tratta del secondo incendio in due giorni.

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La notte scorsa è scoppiato un vasto incendio in un capannone di proprietà della ditta cinese App srl in via Fermi, a Monza. Le fiamme hanno avvolto la struttura in cui si producono soprattutto mascherine chirurgiche intorno alle 2 di domenica 26 settembre. L’arrivo dei soccorsi è stato immediato. Sul posto dieci mezzi dei Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia e 118. Le famiglie che vivono nei pressi del capannone sono state evacuate e fortunatamente non si registrano feriti. Le operazioni di spegnimento sono ancora in corso. Una notevole quantità di merce già imballata è andata distrutta. Secondo le prime informazioni fornite dai Carabinieri, tra le cause potrebbe esserci un cortocircuito elettrico, ma è ancora tutto da accertare. Una volta domate le fiamme, si valuterà la stabilità della struttura.

Un fine settimana intenso per Vigili del Fuoco di Monza e Brianza. Sabato 25 settembre un altro incendio ha distrutto l’ex area Snia di Varedo, dove sono bruciate circa 2mila tonnellate di rifiuti. Le fiamme sono divampate all’alba di sabato, il fumo era visibile anche in molti comuni della Brianza e del Milanese. Le squadre di soccorso sono state impegnate per tutta la giornata. Sul posto anche i Carabinieri per indagare sulle cause del rogo. Nel capannone abbandonato erano stoccate intorno alle 4mila tonnellate di rifiuti sotto sequestro dalla Procura Distrettuale Antimafia milanese. Arpa Lombardia ha precisato che le fiamme hanno coinvolto una struttura di “20mila metri quadrati contenente rifiuti; le fiamme stanno interessando un’area di 6mila metri, per un quantitativo stimato di circa 2mila tonnellate di rifiuti”. L’agenzia ha poi rassicurato che non c’è alcun pericolo per la salute dei cittadini poiché i materiali distrutti sono caratterizzati come non pericolosi.

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