venerdì, 24 Settembre 2021

Mantova, 20enne sequestrata dalla famiglia per amore: in manette il padre

La ragazza si era innamorata di un collega pachistano. Il padre accusato di sequestro di persona, maltrattamenti e sfruttamento del lavoro.

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La famiglia l’aveva sequestrata e rinchiusa in casa perché si era innamorata. È successo ad Asola, in provincia di Mantova. Una ragazza di 20 anni di origine cinese, tenuta in ostaggio dai genitori dopo aver confessato il suo amore per un ragazzo pachistano, un collega dell’azienda tessile di famiglia, è stata liberata dai carabinieri dopo aver dato lei stessa l’allarme.

Il padre, già noto alle forze dell’ordine per precedenti per sfruttamento del lavoro, le aveva distrutto il cellulare per impedirle di parlare con il suo ragazzo e sequestrato i documenti minacciandola di non farla più uscire di casa se non avesse cambiato idea. Secondo il racconto della giovane, pur di farla desistere, l’uomo l’aveva anche picchiata. Il 3 settembre, dopo 15 giorni di prigionia, la ventenne è riuscita a contattare il 112 con il telefono della madre. I militari della stazione di Asola si sono precipitati sul posto dove hanno trovato la ragazza chiusa in casa.

La scoperta del sequestro della figlia ha riacceso i riflettori sui capannoni di proprietà del padre. Il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Mantova ha avviato gli accertamenti del caso interrogando alcuni testimoni. Tra loro, due giovani hanno raccontato di incessanti giornate lavorative, senza giorni di riposo e con paga insufficiente. La stessa figlia ha riferito che da anni il padre non le versava alcuno stipendio. L’uomo e altre due persone sono ora iscritte nel registro degli indagati della Procura di Mantova con le accuse di che vanno dal sequestro di persona, maltrattamenti in famiglia, violenza privata e sfruttamento del lavoro.

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