mercoledì, 27 Ottobre 2021

DDL Zan, il Papa a un quotidiano francese: “Spiegare e ragionare in Parlamento”

Il Papa e il cardinale Parolin si soffermano sul Disegno di Legge Zan, che sta tenendo impegnata la politica italiana

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Papa Francesco si esprime tramite il quotidiano francese La Croix, a proposito del Disegno di Legge Zan in discussione alle Camere. “Uno Stato dev’essere laico. Gli Stati confessionali finiscono male. È in Parlamento che si deve discutere, argomentare, spiegare e ragionare. È così che una società cresce”.

Nel dibattito interviene anche il cardinale Pietro Parolin. “Non è stata un’ingerenza. Non è stato in alcun modo chiesto di bloccare la legge. Siamo contro qualsiasi atteggiamento o gesto di intolleranza o di odio verso le persone a motivo del loro orientamento sessuale, come pure della loro appartenenza etnica o del loro credo. Anche la Conferenza Episcopale Italiana, con la quale c’è piena continuità di vedute e di azione, non ha chiesto di bloccare la legge, ma ha suggerito delle modifiche”.

Il Segretario di Stato Vaticano entra nel dettaglio. “La nostra preoccupazione riguarda i problemi interpretativi che potrebbero derivare nel caso fosse adottato un testo con contenuti vaghi e incerti, che finirebbe per spostare al momento giudiziario la definizione di ciò che è reato e ciò che non lo è. Senza però dare al giudice i parametri necessari per distinguere. Il concetto di discriminazione resta di contenuto troppo vago. In assenza di una specificazione adeguata corre il rischio di mettere insieme le condotte più diverse e rendere pertanto punibile ogni possibile distinzione tra uomo e donna, con delle conseguenze che possono rivelarsi paradossali e che a nostro avviso vanno evitate. L’esigenza di definizione è particolarmente importante perché la normativa si muove in un ambito di rilevanza penale dove, com’è noto, deve essere ben determinato ciò che è consentito e ciò che è vietato fare”.

Nella stessa intervista al direttore editoriale dei media vaticani Andrea Tornielli, il porporato dice: “L’intervento del Vaticano è stato ‘preventivo’, ma proprio per fare presenti i problemi, prima che sia troppo tardi”. Perciò la Nota Verbale del Vaticano, “si conclude con la richiesta di una diversa ‘modulazione’ del testo. Discutere è sempre lecito. Si è scelto lo strumento della Nota Verbale, che è il mezzo proprio del dialogo nelle relazioni internazionali”.

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