lunedì, 21 Giugno 2021

Brescia, 28 maggio 1974: la strage in Piazza della Loggia 47 anni fa

Mattarella: "La Repubblica seppe reagire alla disumanità dei terroristi e ai miti autoritari che li ispiravano"

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Gli orologi segnavano le 10:12 del 28 maggio, era il 1974 quando a Brescia in Piazza della Loggia un ordigno messo in un cestino dei rifiuti causò la morte di 8 persone e il ferimento di altre 102.

Sullo sfondo una manifestazione organizzata dai sindacati contro l’escalation di attentati di origine neofascista che aveva devastato la città. Tre persone morirono sul colpo, tre durante il trasporto in ospedale, due feriti persero la vita dopo ore di agonia a causa delle ferite gravi.

“La Repubblica mai dimenticherà le vittime innocenti di Piazza della Loggia, l’incancellabile dolore dei familiari, la ferita profonda inflitta non soltanto alla città di Brescia ma a tutta la comunità nazionale”. Inizia così il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“La strage del 28 maggio 1974 di matrice neofascista, accertata dai procedimenti giudiziari, era parte di un’azione eversiva che aveva lo scopo di indebolire la democrazia – ricorda -, colpire le libertà costituzionali, seminare paura e, in questo modo, ostacolare la partecipazione civile, sindacale, politica. Una catena di attentati terroristici minacciò in quegli anni le conquiste di civiltà, che gli italiani avevano con sacrificio raggiunto dopo il fascismo e la guerra”.

“La Repubblica seppe reagire alla disumanità dei terroristi e ai miti autoritari che li ispiravano con l’unità del popolo che è rimasta presidio del bene comune in tutti i momenti più difficili della storia nazionale. Grazie all’unità degli italiani la democrazia, le libertà, i diritti sono riusciti a prevalere” prosegue.

“Nel giorno dell’anniversario, la memoria dell’attentato e della ferma risposta della Repubblica si unisce al sentimento più intenso di solidarietà verso le persone che hanno sofferto per la scomparsa dei loro cari, dei loro amici, dei loro compagni di lavoro. Alla vicinanza nei loro confronti – conclude Mattarella – si aggiunge la riconoscenza per l’impegno civile profuso da tanti in nome della verità e della giustizia”.

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