sabato, 15 Giugno 2024

Rafah, la Palestina è circondata: la tregua è lontana

Non si fermano le operazioni belliche israeliane a Rafah. L'IDF continuerà la guerra nonostante i moniti delle Corti internazionali.

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Il portavoce dell’esercito israeliano Daniel Hagari ha dichiarato che l’IDF ha preso il controllo della zona cuscinetto al confine tra Palestina ed Egitto, a sud di Rafah. I militari israeliani avrebbero dunque completamente circondato il territorio palestinese, nonostante l’ordine della Corte internazionale di Giustizia di fermare ogni attacco su Rafah. Proprio lì più della metà della popolazione palestinese ha cercato di trovare rifugio.

La Philadelphi Route

Questo il nome in codice che le forze militari israeliane hanno dato alla buffer zone che si snoda sulla costa meridionale del territorio palestinese. Questa zona è stata istituita durante il complesso di accordi di pace tra l’OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina) e il governo israeliano risalenti al 1993. Nello stesso contesto fu fondata l’Autorità Nazionale Palestinese.

Secondo le dichiarazioni di Hagari, il corridoio è servito ad Hamas, nel corso degli anni, per contrabbandare armi verso la Striscia di Gaza. Era l’unica parte del confine del territorio palestinese che era ancora libero dal controllo militare israeliano.

Morte dall’alto

Continuano incessanti gli attacchi militari dell’IDF sulla zona di Rafah. Dopo l’ultimo bombardamento, che ha causato decine di morti, i carri armati di Gerusalemme hanno iniziato la loro inesorabile marcia verso il centro della città, nonostante gli ordini delle Corti internazionali. Inoltre, due paramedici della Red Crescent Society palestinese sono morti, a causa del fuoco israeliano, mentre erano in servizio. Secondo i dati del Ministero della Salute palestinese sono quasi 500 gli operatori sanitari uccisi dal fuoco di Gerusalemme. “Un crimine odioso che conferma la volontà israeliana di annichilire il sistema sanitario di Gaza”, afferma il ministro Majed Abu Raman. Uno degli ultimi ospedali in funzione a Rafah, quello di al-Mawasi, è stato evacuato a causa dei bombardamenti dell’IDF.

Negoziati sempre più lontani

Negli ultimi giorni sembrava esserci stata un’apertura al negoziato, almeno da parte di Hamas, grazie anche all’intervento internazionale. Ma il consigliere per la sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi ha affermato che il conflitto continuerà almeno per tutto il 2024. “La guerra a Rafah non è insensata” ha affermato il consigliere, reiterando l’accusa secondo cui i militanti di Hamas si nascondono tra i civili. Questa accusa sembrerebbe anche una sorta di giustificazione ai criminosi attacchi israeliani sui campi per rifugiati palestinesi. L’unico intervento degli Stati Uniti a questo punto consta di una dichiarazione del segretario di Stato Antony Blinken, secondo cui “Israele deve creare un piano sociale post-bellico per evitare il caos e il ritorno di Hamas”.

Con la fame e la sete che dilagano a Gaza, e con la chiusura dell’unico corridoio che potesse assicurare ai civili palestinesi una qualche forma di aiuto umanitario, la sorte di centinaia di migliaia di vite resta nelle mani di soggetti il cui interesse principale non sembra essere quello umanitario.

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