sabato, 15 Giugno 2024

Bruxelles, Borrell al Consiglio di Difesa: “L’Ucraina ha il diritto di difendersi con le armi fornite dai Paesi europei”

L'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, al Consiglio Difesa a Bruxelles, ha affermato che: "L'Ucraina ha il "diritto di difendersi colpendo la Russia anche nel suo territorio con le armi fornite dai Paesi europei"

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L’Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, al Consiglio di a Bruxelles, a cui ha partecipato anche il segretario generale della NATO  Jens Stoltenberg, ha affermato che: “L’Ucraina ha il diritto di difendersi colpendo la Russia anche nel suo territorio, con le armi fornite dai Paesi europei, perché il rischio di escalation nella guerra deve essere bilanciato con quello alla difesa.” L’Ungheria, invece, continua a bloccare un pacchetto di aiuti militari di 7 miliardi di euro, destinato all’Ucraina.

Rimuovere il vincolo?

Borrell sostiene il problema dell’autorizzazione dell’uso delle armi fornite dai Paesi europei all’Ucraina. “Alcuni Stati membri hanno deciso di rimuovere questo vincolo. Secondo il diritto di guerra è perfettamente possibile e non ci sono controindicazioni nel rispondere a qualcuno che ti attacca a partire dal suo territorio colpendolo lì”. L’Alto Rappresentante continua dicendo: “Di sicuro alcuni Paesi metteranno sul tavolo il rischio di una escalation. Ma occorre bilanciare il rischio di escalation con il diritto dell’Ucraina di difendersi. Se non puoi colpire il luogo da cui provengono gli attacchi, allora sei in una situazione completamente asimmetrica. E diventa sempre più cruciale, perché gli attacchi contro Kiev arriveranno dal territorio russo”. Ad oggi, tra gli Stati membri dell’Unione europea, non c’è nessun consenso sull’invio di addestratori militari europei in Ucraina, ma Borrell sembra fiducioso che le cose cambieranno.

Le reazioni dei politici italiani

Giuseppe Conte, leader del M5S

“Noi diciamo no, anziché concentrare tutti i nostri sforzi per queste escalation militare, se li avessimo invece diretti da subito, in direzione di sforzi diplomatici, ridando sostanza e linfa alla politica, avremmo ora un negoziato di pace, sicuramente una soluzione sul tavolo, mentre adesso c’è soltanto un’escalation dagli esiti imprevedibili, con la prospettiva della terza guerra mondiale”.

Andrea Crippa, Lega

“Le parole di Borrell non fanno che confermare l’anima di questa Europa bellicista. La Lega crede nella via della pace. No assoluto all’uso di armi per offendere e non per difesa. Per noi la linea è chiara: nessun soldato italiano deve andare a combattere in Ucraina”.

Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio dei ministri

“Ho letto di dichiarazioni farneticanti di Borrell, che teoricamente dovrebbe rappresentare anche me e il popolo italiano. È un altro di quei bombaroli, citazione di De Andrè, che vorrebbe che le armi che noi abbiamo mandato all’Ucraina per difendersi fossero usate per attaccare, bombardare e uccidere in Russia. Non parla a mio nome, non parla a nome del popolo italiano”. Continua dicendo: “pensare che delle armi partite dall’Italia per difendere il popolo ucraino aggredito possano andare a uccidere fuori dai confini dell’Ucraina è una follia, un atteggiamento criminogeno”.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri

“La posizione di Borrell non è la nostra. Noi siamo per la de-escalation in Medio Oriente e in Ucraina e abbiamo una posizione molto chiara, cioè che non invieremo militari italiani a combattere e non autorizziamo l’uso di materiale militare italiano fuori dai confini dell’Ucraina. Questo è negli accordi che abbiamo fatto con l’Ucraina e vigiliamo sull’utilizzo del materiale militare”.

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