lunedì, 20 Maggio 2024

Israele-Hamas, quarto rinvio per la risoluzione Onu: nuovo sgombero della Striscia di Gaza

Israele-Hamas, quarto rinvio per la risoluzione Onu. Troppe lacune nella bozza iniziale, dopo la riformulazione gli USA hanno fatto sapere che sosterranno il testo. Nel frattempo, l'Egitto non accoglie gli sfollati di Gaza e l'Italia partecipa alla coalizione Mar Rosso contro gli attacchi Houthi.

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Nuovo ordine di sgombero nella Striscia di Gaza. Le forze israeliane hanno chiesto a chi vive nel campo profughi di Bureij, nel centro di Gaza, di spostarsi e dirigersi verso i “rifugi” a Deir al-Balah. Il tenente colonnello Avichay Adraee, portavoce per l’arabo delle Idf, ha pubblicato mappe con le zone da sgomberare e ha confermato che resta “zona di combattimento” la principale strada che collega il nord al sud di Gaza, la Salah ad-Din Road. Secondo gli annunci, le Idf ‘faciliteranno’ lo spostamento dei civili con una strada alternativa lungo la costa. Comunicate anche “pause tattiche nelle attività militari” per “scopi umanitari” nella zona occidentale di Rafah (nel sud della Striscia), tra le 10 e le 14 ora locale.

Quarto rinvio per risoluzione Onu

Nuovo rinvio all’Onu, il quarto, del voto del Consiglio di sicurezza sulla risoluzione per Gaza. Gli ambasciatori hanno chiesto più tempo per consultarsi con i rispettivi governi perché, nella seduta che si è svolta ieri a porte chiuse, alcuni Paesi hanno espresso insoddisfazione per il testo. Quest’ultimo infatti presenterebbe troppe lacune, soprattutto per quanto riguarda gli aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza.

Tale bozza è frutto di intensi negoziati tra Stati Uniti, Emirati arabi ed Egitto. Nel testo si chiede a Israele di permettere immediatamente un accesso umanitario sicuro, a Gaza e si chiede di creare le condizioni per una cessazione delle violenze ma non si parla più di sospensione immediata delle violenze.

Il sostegno dell’America

Dopo la nuova riformulazione, gli Stati Uniti hanno fatto sapere che sosterranno il testo. “Non vi dirò come voterò, ma ci sarà una risoluzione, se la risoluzione presentata è qualcosa che possiamo sostenere”, ha detto Linda Thomas Greenfield, l’ambasciatrice americana all’Onu. L’ambasciatrice afferma: “Abbiamo lavorato duro nel corso della settimana con gli Emirati e altri, con l’Egitto, per mettere a punto una risoluzione che possiamo sostenere – ha commentato Greenfield – E adesso abbiamo una risoluzione, siamo pronti a votarla”. Secondo Linda Thomas Greenfield, la risoluzione permetterà di portare “assistenza umanitaria a quanti ne hanno bisogno”.

Raffica di razzi dal Libano, Israele risponde

Le forze difensive israeliane (Idf) hanno svolto una serie di operazioni contro obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, in risposta al lancio di razzi destinati a Israele. Secondo quanto reso noto dalle Idf, nel mirino sono finiti siti militari usati da combattenti di Hezbollah e altre infrastrutture del gruppo. Il tutto è avvenuto dopo che una ventina di razzi sono stati lanciati dal territorio libanese in direzione della zona di Shomera, nel nord di Israele, attacco rivendicato da Hezbollah. Altri razzi sono stati sparati contro altre aree lungo la linea di confine tra i due Paesi, i militari israeliani hanno confermato di aver colpito con l’artiglieria i siti di lancio.

Israele sperava nel pressing degli USA sull’Egitto per l’accoglienza degli sfollati da Gaza

Benjamin Netanyahu sperava in un pressing USA su Abdel Fattah al-Sisi, il presidente egiziano, affinché l’Egitto accogliesse palestinesi di Gaza sfollati. Secondo il Washington Post, il premier israeliano chiese a Joe Biden pressioni sul Cairo per accogliere sul suo territorio parte della popolazione dell’enclave palestinese per la durata delle ostilità, un’opzione che l’Egitto non ha preso in considerazione.

Ministero Sanità Gaza: “Oltre 20mila morti dal 7 ottobre”

Negli attacchi israeliani delle ultime 48 ore a Gaza sarebbero stati uccisi 390 palestinesi e 734 sono rimasti feriti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità della Striscia guidato da Hamas, che porta così a 20.057 il numero delle vittime dal 7 ottobre e a 53.320 quello dei feriti.

Coalizione Mar Rosso, accordo tra 20 Paesi

Pat Ryder, portavoce del Pentagono, ha reso noto che oltre 20 Paesi hanno aderito alla coalizione condotta dagli USA per la sicurezza della navigazione del Mar Rosso contro gli attacchi degli Houthi. Le navi coinvolte “pattuglieranno il Mar Rosso ed il Golfo di Aden per rispondere e assistere, ove necessario, le navi commerciali che transitano in quest’area di mare vitale per gli scambi”. Tra i 20 Paesi che hanno aderito all’operazione “Prosperity Guardian” c’è anche l’Italia, che ha messo a disposizione una fregata.

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