lunedì, 15 Luglio 2024

New York, processo a Donald Trump: l’ex presidente dichiara inique le pesanti accuse di frode

Presente in aula insieme ai figli e alla sua società, l'imputato esordisce con : "Questo è un processo molto, molto iniquo. Ed io veramente spero che la gente lo stia guardando".

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Ancora una volta, l’ex presidente statunitense Donald Trump si trova nell’occhio del ciclone dello scandalo. Fra accuse di molestie, per aggressione sessuale e diffamazione, la reputazione non va certo a migliorare con le più recenti imputazioni per frode. Il tycoon è stato accusato di aver manipolato le valutazioni di svariate proprietà, fra cui la Mar- a – Lago.

Presente in aula insieme ai figli e alla sua società, l’imputato ha esordito con: “Questo è un processo molto, molto iniquo. Ed io veramente spero che la gente lo stia guardando”. Le risposte evasive e poco attinenti alle domande poste dal giudice, Arthur Engoron, prendono una piega sempre più politica. L’ex presidente vira il discorso su come i risultati delle ultime elezioni non siano stati veritieri e i voti siano stati truccati, in quanto, facendo riferimento al New York Times sarebbe risultato vincitore nella maggior parte degli ‘stati chiave’ americani.

Il giudice, intima l’avvocato di Trump di contenere il suo cliente e di attenersi al contesto: ‘Si tratta di un processo, non di un comizio politico’. Di tutta risposta, l’ex presidente continua ad innalzare accuse verso la procuratrice di New York, Letitia James, definendo il processo una sorta di ‘caccia alle streghe politica’ per boicottarlo ad opera di Biden, definito come istigatore del processo tramite una serie di manovre attraverso agenzie federali. Infine, risponde direttamente alle imputazioni: “Sono diventato presidente grazie al mio brand, vendo un numero incredibile di libri grazie al mio brand”. Rincara la dose affermando che se avesse realmente voluto mettere in atto una manipolazione, avrebbe potuto farlo utilizzando il suo nome in quanto dichiara: “Il mio asset di maggior valore è il mio brand”.

Trump predatore sessuale
Il politico risulta ufficialmente il primo presidente degli Stati Uniti ad essere stato denunciato per aggressione sessuale. I casi da prendere in considerazione sono svariati, ma solo nell’ultimo anno molte verità sono venute a galla.

A maggio 2023, la scrittrice americana Jean Carroll ha denunciato Trump, colpevole di averla aggredita sessualmente nei camerini di un grande magazzino, nel 1996.

Il verdetto finale risulta essere attinente alle accuse della Carroll, anche se l’episodio viene classificato come aggressione sessuale e non come stupro. Di tutta risposta, Trump, diffama la scrittrice, accusandola di averlo truffato, ma si ritrova poi costretto a pagare un indennizzo di 5 milioni.

L’ex presidente continua a negare l’evidenza, dichiarando di non aver mai visto quella donna in vita sua, tacciata di essere una truffatrice e un’imbrogliona. Come sempre, fa ricorso ai suoi sostenitori legali: ‘L’intero caso è fasullo ed è politico: prende di mira il presidente Trump perché ora è super favorito per essere eletto ancora una volta presidente degli Stati Uniti’ ha detto un portavoce, ‘Il continuo abuso della nostra grande Costituzione per fini politici è disgustoso e non può essere tollerato’.

Un altro recente caso incriminante Donald Trump, risale a poco più di un mese prima del precedente e coinvolge la pornostar Stormy Daniels. L’incriminazione è avvenuta il 30 marzo e la chiamata a giudizio il 4 aprile. La donna ha minacciato che, se Trump non avesse risposto al pagamento della cifra di 130mila dollari, avrebbe rivelato a tutti degli incontri sessuali avuti con lui.

Nonostante l’ormai irrecuperabile reputazione di questo personaggio a dir poco indifendibile, Trump continua a difendersi con ogni mezzo possibile, a smentire e tentare di fare ombra sulle accuse a lui rivolte. Annuncia pubblicamente che si ricandiderà alle elezioni presidenziali del 2024.

 

 

 

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