venerdì, 19 Luglio 2024

Elezioni Usa 2020, maxi-condanna per Donald Trump: rischia fino a 561 anni di carcere

L'ex presidente Usa Donald Trump con un'email indirizzata ai suoi sostenitori accusa la giustizia americana e il suo acerrimo nemico Joe Biden. Le accuse porterebbero poi ad una maxi-condatta per l'idolo del partito repubblicano. Oggi lo attendono a Washington per comparire in tribunale.

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Ora l’ex presidente Usa, Donald Trump, rischia fino a 561 anni di carcere a seguito di nuove incriminazioni. Il Dipartimento di Giustizia (Doj) ha incriminato Trump per le sue presunte responsabilità nell’attacco a Capitol Hill risalente al gennaio 2021. L’assalto al Congresso era stato condotto da migliaia di manifestanti di estrema destra con lo scopo di ribaltare i risultati delle elezioni del 2020.

Donald Trump, in un’email indirizzata ai suoi supporters, attacca la giustizia degli Stati Uniti e Joe Biden per la nuova incriminazione.

Il giornale Usa The Hill riporta le parole scritte dal rappresentante del partito repubblicano:”Con il corrotto Doj del Disonesto Joe (Biden, ndr) che ha illegalmente incriminato il sottoscritto ancora una volta, le notizie indicano che ora potrei affrontare un totale di 561 anni di prigione a causa della caccia alle streghe della Sinistra”.

Tutto ciò non distoglie l’ex presidente dal confermare la sua corsa alle presidenziali del prossimo anno. Washington attende l’arrivo di Donald Trump che dovrà presentarsi oggi in tribunale per le 16 ora locale, le 22 in Italia.

Si stanno già prendendo le dovute precauzioni: strade bloccate, transenne attorno alla Federal Courthouse dove si sono schierate le tv e i media di tutto il mondo. Nelle precedenti comparizioni in tribunale non ci sono stati disordini ma qui, a poca distanza da dove è avvenuto l’assalto al Congresso, la tensione sale. Una piccola folla di sostenitori di Trump si è posizionata davanti al carcere dove sono detenuti i rivoltosi di quel famigerato 6 gennaio. Con bandiere e cartelli che gridano Make America Great Again chiedono ancora la liberazione dei condannati.

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