venerdì, 21 Giugno 2024

Nuovi bombardamenti russi nella notte, nel Kherson feriti alcuni civili all’interno di un autobus. Erdogan pronto a ricevere Putin in Turchia per discutere le esportazioni di grano verso i Paesi in via di sviluppo.

Nella notte nuovi attacchi di droni su Kiev e nell'Est del Paese. Neutralizzati i droni indirizzati verso la capitale, mentre a Kherson si contano feriti tra i civili e i soccorritori.Il bilancio totale dall'inizio del conflitto è di più di 10mila vittime ucraine. Intanto la Russia tenta di avviare accordi con Erdogan per fornire grano russi ai Paesi Africani. In preparazioni i colloqui per i negoziati di pace in Arabia Saudita.

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Il conflitto Russia Ucraina continua il suo corso, mentre nella giornata di ieri gli attacchi russi si erano dispiegati su cinque regioni ucraine, causando ingenti danni a Odessa, nella notte di giovedì 3 agosto gli attacchi più violenti si sono verificati nell’Est del Paese, dove sono stati coinvolti soprattutto siti civili. I missili indirizzati sulla Cattedrale di Santa Caterina, nel centro di Kherson, hanno colpito un filobus in transito durante l’esplosione, di cui tre passeggeri sono stati ricoverati per le lesioni riportate. L’Amministrazione Militare ucraina ha riferito che gli assalti a fuoco aperto sono continuati anche durante le operazioni di soccorso, ferendo quattro dei dipendenti del servizio di emergenza che erano in azione per spegnere l’incendio generatosi nella Cattedrale. Il capo regionale Roman Mrochko, citato da Rbc-Ukraine, ha denunciato in modo netto la spietatezza dei russi: “questa volta sono stati bombardati i trasporti pubblici e le persone che andavano al lavoro”. Anche Kiev ha trascorso una notte angosciante, con l’allarme antiaereo attivo dall’1 alle 4 del mattino (ora locale). Nel corso di queste tre ore, mentre i cittadini avevano indicazioni di restare all’interno dei rifugi, le Forze di Difesa ucraine hanno neutralizzato circa 12 droni kamikaze di tipo Shaded. “È stato l’820esimo per Kiev dall’inizio dell’invasione. Il nemico pagherà sicuramente per ognuno di questi allarmi”, queste le parole del capo dell’Amministrazione militare della città, Serhiy Popko.

Nel suo consueto discorso notturno, il Presidente Volodymyr Zelensky ha indirizzato le sue recriminazioni verso l’atteggiamento adottato dalla Russia per quanto riguarda l’export cerealicolo. Di fatti, a seguito di un attacco notturno alle strutture del porto di Izmil, sul fiume Danubio, e al danneggiamento di un silos di grano, i mercati alimentari globali sono preoccupantemente crollati. Il Governo ucraino ha affermato che 40.000 tonnellate di cereali, destinate a Paesi africani, Cina e Israele, sono state distrutte nell’offensiva russa tramite droni. “Mosca sta conducendo una battaglia per una catastrofe globale. Nella loro follia, hanno bisogno che i mercati alimentari mondiali crollino, hanno bisogno di una crisi dei prezzi, hanno bisogno di interruzioni nelle forniture”, così ha commentato Zelensky. Secondo le ultime stime, dall’inizio della guerra- il 24 febbraio 2022- 10.749 i civili hanno perso la vita in Ucraina, di questi 499 bambini. Yuriy Belousov, Capo del Dipartimento per i crimini di guerra, all’interno dell’ufficio del procuratore generale dell’Ucraina, in un’ intervista all’agenzia di stampa Interfax-Ucraina ha aggiunto al bilancio anche 15.599 feriti.

Per quanto riguarda il grano, Mosca sembra del tutto intenzionata a muoversi in modo autonomo per ridisegnare gli equilibri globali. Il recente avvicinamento tra il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il Capo di Stato russo è stato costruito nell’ottica di aprire canali di fornitura di grano russo verso le nazioni in via di sviluppo, sfruttando anche i recenti dialoghi avvenuti in occasione del secondo vertice Russia-Africa a San Pietroburgo. Se la proposta russa venisse accolta si tratterebbe in sostanza di un aggiramento delle sanzioni applicate dall’Occidente. A seguito di un colloquio telefonico, i due leader hanno concordato di fissare al più presto data e luogo per un incontro ufficiale. Ricordiamo che, nelle scorse settimane, Erdogan si era già espresso riguardo ad una visita del Presidente Putin in Turchia nel mese di agosto. Nelle ultime dichiarazioni Mosca si presenta disponibile a rientrare negli accordi del grano, ma solo quando la parte dell’intesa che riguarda la Russia “verrà rispettata”, come è stato ribadito dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, riportato da Ria Novosti. Questo implicherebbe che i Paesi europei retrocedessero sulle restrizioni applicate a Mosca, interrompendo quello che Peskov ha definito come un adempimento unilaterale dei patti da parte della Russia.

Lo sguardo internazionale è variegato. Joseph Borrell, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, ha giudicato l’offerta di grano a bassi prezzi da parte della Russia agli Stati africani come una strategia “per creare nuove dipendenze, aggravando le vulnerabilità economiche e l’insicurezza alimentare globale”. Nella lettera indirizzata ai Paesi in via di sviluppo e a quelli del G20, Borrell ha messo in guardia: “la Russia si avvicina ai Paesi vulnerabili con offerte bilaterali di spedizioni di grano a prezzi scontati, fingendo di risolvere un problema che ha creato lei stessa“. Osservazioni sullo stato della guerra arrivano anche da oltreoceano, in particolare dal Presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva. Rammaricato per la posizione di molti Paesi europei, durante la conferenza stampa tenuta a Brasilia con i suoi corrispondenti internazionali, Lula ha evidenziato come sia impossibile raggiungere la pace continuando a perpetrare la guerra. Con questo ribadisce la volontà del suo Paese di non partecipare al conflitto appoggiando una delle due parti, nessuna delle quali, secondo il Presidente, è pronta ad accettare dei negoziati sulla pace. Seppure criticato per alcune affermazioni riguardo alla responsabilità bilaterale dei due Paesi all’interno del conflitto, Lula d’altra parte ha condannato “l’invasione russa” e ha confermato che il Brasile parteciperà al vertice internazionale sui negoziati per il conflitto, che si svolgerà il 5 e 6 agosto in Arabia Saudita, presso la città di Jeddah.I colloqui, di cui ha parlato il Wall Street Journal, coinvolgeranno l’Ucraina, le nazioni occidentali e i principali Paesi in via di sviluppo, tra cui India e Brasile, ma la Russia non parteciperà.

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