mercoledì, 19 Giugno 2024

Conflitto Russia-Ucraina, allarme antiaereo in 5 regioni ucraine: i bombardamenti causano gravi danni alle infrastrutture portuali di Odessa

Durante la notte la difesa antiaerea ucraina è stata attivata per neutralizzare le numerose minacce missilistiche del nemico russo. Distrutti dieci droni indirizzati su Kiev, mentre a Odessa le infrastrutture portuali e i depositi di grano sono state danneggiate dalle esplosioni. Il Presidente Zelensky elogia il coraggio ucraino, ma esorta un più deciso intervento di sostegno internazionale. La resistenza ucraina a Mariupol ha avvelenato 17 ufficiali moscoviti.

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Durante la notte l‘allarme antiaereo ha risuonato in 5 oblast ucraini, in particolare nelle regioni di Vinnytsia, Zhytomyr e Chernihiv, ma soprattutto nelle aree di Kiev e di Odessa. Nella capitale sono stati abbattuti 10 droni kamikaze di fabbricazione iraniana, come riportato dalle fonti dell’amministrazione militare della città attraverso l’agenzia Ukrinform: i detriti sono caduti sui quartieri di Solomyansky, Golosiivsky e Svyatoshynsky, provocando alcuni danni ad edifici non residenziali e alle superfici stradali, ma senza innescare incendi o causare vittime. Le dichiarazioni sugli attacchi notturni arrivano sia dal capo dell’amministrazione militare Serguii Popko, attraverso Telegram, sia dal sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, confermando la sola presenza di danni materiali.

Le ripercussioni più ingenti si sono verificate nel distretto di Odessa, dove dal 17 luglio- con il mancato rinnovo degli accordi sul grano– la Russia non ha risparmiato attacchi sistematici e mirati. Obiettivo evidente sono le infrastrutture portuali e industriali, presso le quali sono scoppiati incendi e sono stati danneggiati diversi stabili, come ha riferito il governatore della regione Oleg Kiper sul suo canale Telegram. “Un silos di grano è stato danneggiato– ha scritto su Twitter il ministero della Difesa di Kiev – il grano ucraino ha il potenziale per sfamare milioni di persone in tutto il mondo. Tuttavia, la Russia ha scelto la strada delle uccisioni, della fame e del terrorismo». Secondo le comunicazioni del procuratore, oltre al silos avrebbero subíto una totale o parziale distruzione anche alcuni capannoni per il grano, cisterne del terminal merci, magazzini e locali amministrativi. Per sopperire alle criticità dei condotti sul Mar Nero si è fatto riferimento ai piccoli porti fluviali sul Danubio, Reni e Izmail, nella parte di Odessa più vicina al confine con la Romania, i quali sono diventati la principale via d’uscita per i prodotti agricoli ucraini. Non sorprende, di conseguenza, che anche questi punti siano stati oggetto di attacchi da parte di droni russi, come è accaduto a Reni il 24 luglio scorso. Su Twitter il presidente romeno, Klaus Iohannis, ha mostrato alta indignazione per gli interventi ostili in prossimità del confine, definendo come inaccettabili le operazioni russe di compromissione delle esportazioni cerealicole dall’Ucraina.

“I terroristi russi hanno attaccato ancora una volta i porti, il grano e la sicurezza alimentare globale”. Questa la dichiarazione del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram, aggiungendo un’esortazione di intervento alla comunità internazionale. Il leader ha indirizzato i suoi ringraziamenti alle Unità di Difesa Aerea ucraine, che nella notte hanno lavorato instancabilmente per proteggere il Paese e i cittadini, annientando prima dello schianto 23 droni puntati verso Odessa. Al momento la situazione più tragica riguarda il Sud del Paese, specialmente il centro di Kherson, dove i russi hanno condotto bombardamenti su un quartiere residenziale, ferendo due civili: una donna di 56 anni e un uomo di 59. Nella mattinata gli attacchi sono proseguiti danneggiando una banca, ma senza causare feriti, come comunicato da Rbc-Ukraine sul suo canale Telegram. Ricordiamo che a Kherson, nella giornata di ieri, aveva perso la vita anche un medico in servizio presso l’ospedale, colpito dai russi.

Nel frattempo sono arrivate notizie di un avvelenamento di massa di soldati russi da parte della resistenza ucraina a Mariupol. Almeno 17 ufficiali moscoviti sono stati avvelenati tramite un’azione di sabotaggio organizzata dalla resistenza, e di essi almeno due sono morti. A dichiararlo, tramite il canale Telegram di Rbc-Ucraina, è il consigliere del sindaco di Mariupol, Petr Andryushchenko: “Il gruppo di resistenza di Mariupol Y ha compiuto un altro sabotaggio riuscito: in occasione delle celebrazione del Giorno della Marina, in una delle strutture militari, gli ufficiali sono stati avvelenati in massa”. Sulle condizioni degli altri 15 militari, tutti ricoverati con grave urgenza in ospedale, non si sa ancora nulla.

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