giovedì, 18 Luglio 2024

Mosca e Kiev combattono a colpi di drone, nuovi attacchi nella notte: danneggiato un edificio della Polizia russa. Putin: “30 nuove navi da guerra in arrivo”

Durante la notte i droni ucraini hanno danneggiato la sede del dipartimento di Polizia russa, senza provocare vittime. Attaccata la città natale di Zelensky, distruggendo abitazioni di civili e una scuola. Durante la cerimonia per la giornata della Marina Putin dichiara che la flotta del Paese si amplierà con 30 nuove navi da guerra.

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Alexander Bogomaz, governatore della regione russa di Bryansk, ha reso noto questa mattina sul suo canale Telegram che durante la notte le forze armate ucraine hanno attaccato il distretto di Trubchevsky, dove si trova l’edificio della direzione degli affari interni. Un velivolo senza pilota (Uav) si è abbattuto sulla sede del dipartimento di polizia distrettuale, provocando danni al tetto e alle finestre, ma senza causare vittime. Nello schieramento opposto gli attacchi di Mosca si sono concentrati nella regione di Kharkiv, nella zona orientale dell’Ucraina. Dmytro Chubenko, portavoce dell’ufficio del procuratore regionale, ha riportato che nel pieno della notte gli occupanti russi, stanziati nel distretto della città di Belgorod, vicina al confine, avrebbero attaccato per mezzo missili S-300. Ukrinform comunica danni ad un magazzino e una persona ferita nell’epicentro dell’esplosione, da cui sarebbe divampato un incendio in un’area di 200 mq. L’attacco moscovita ha riguardato anche la città di Kryvyi Rih, luogo natale del presidente Zelensky, dove sono stati ridotti in macerie edifici residenziali e scolastici, sotto ai quali si cercano feriti e vittime. Il rapporto dello Stato Maggiore delle Forze Armate dell’Ucraina, pubblicato su Facebook, ha riferito che in circa 24 ore il nemico avrebbe lanciato quattro attacchi missilistici, 42 attacchi aerei e 76 razzi MLRS (Multiple Launch Rocket System) sia contro le truppe militari sia contro insediamenti di civili. L‘allarme antiaereo è attivo in tutta la nazione, compresa la capitale Kiev.

Nella giornata di ieri, domenica 30 luglio, il presidente Vladimir Putin ha partecipato alla cerimonia per la giornata della Marina a San Pietroburgo, durante la quale diverse imbarcazioni hanno sfilato sul fiume Neva. L’agenzia Tass ha scritto che in questa occasione, durante la quale sono stati presenti anche alcuni leader africani, invitati al vertice Russia-Africa, Putin avrebbe annunciato l’acquisizione di 30 nuove navi da guerra entro l’anno. Intanto il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitri Medvedev, poche ore dopo l’abbattimento di tre droni alle porte della capitale, ha rilasciato un messaggio su Telegram, evidenziando il ruolo di prevenzione di un conflitto mondiale giocato dalle Forze russe. Queste ultime infatti non solo starebbero difendendo i cittadini dello Stato, ma, impedendo agli ucraini di conquistare parte della Russia, starebbero soprattutto scongiurando l’utilizzo di armi nucleari da parte di Mosca, come sarebbe sancito dal decreto del presidente del 02.06.2020 in caso di invasione. Pertanto, prosegue la dichiarazione, “i nostri nemici dovrebbero pregare per i nostri guerrieri”.

Lo spettro del nucleare è stato più volte evocato dai vertici del Cremlino, compreso lo stesso Medvedev, che nei giorni scorsi aveva illustrato un’eventuale risposta russa in caso di attacco del nemico alle centrali nucleari. Un’indiscrezione, infatti, avrebbe fatto trapelare sui social filorussi che Kiev è pronta ad attaccare la centrale di Smolensk, città russa sul fiume Dnepr. In questo caso, ha detto Medvedev, le Forze Armate russe dovrebbero procedere con un assalto simultaneo contro tre centrali ucraine: quelle di Pivdennoukrainski, di Rivne e di Khmelnytskyi. Non viene escluso che l’offensiva potrebbe spingersi anche verso l’Europa dell’Est, dove alcuni Paesi membri UE dispongono di reattori operativi.

Nell’Angelus della scorsa domenica Papa Francesco ha espresso nuovamente un invito alla pace: “Non cessiamo di pregare per la martoriata Ucraina dove la guerra distrugge tutto, anche il grano, e questa è una grave offesa a Dio perché il grano è dono Suo per sfamare l’umanità”. Su Twitter Zelensky ha commentato queste parole sottolineando come la reazione dei leader religiosi a livello globale sia estremamente rilevante per proteggere i popoli di tutto il mondo, specialmente quelli di Africa e Asia, maggiormente a rischio di crisi alimentare a causa dei mancati accordi sul grano.

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