domenica, 23 Giugno 2024

L’Italia di Giorgia Meloni è forte in Europa ma di fatto nessuna novità in tema migrazione. Spaventa la possibile tempesta perfetta di migranti dell’estate.

Conclusa la prima giornata dell' Eurosummit, Giorgia Meloni condivide con il Segretario generale delle Nazioni Unite, la paura di una possibile tempesta perfetta di migranti. Il caso della Tunisia.

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Il primo Consiglio europeo ordinario del 2023 che ha preso avvio ieri 23 Marzo, è iniziato con l’intervento del Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha esordito dicendo : “Questo è un momento cruciale. C’è una tempesta perfetta in diversi paesi in via di sviluppo con una combinazione di elementi che portano ad una situazione drammatica. Stiamo regredendo sugli obiettivi per lo Sviluppo sostenibile: più fame, più povertà,meno istruzione, meno servizi sanitari in molte parti del mondo. E’ chiaro che il nostro sistema finanziario internazionale non è adatto per la sfida enorme che affrontiamo. Contiamo molto sull’UE.”

L’esordio del Segretario Guterres, è il monito reale della crisi generale di tanti paesi, non ultima la Tunisia, da cui le migrazioni continuano e continueranno consistenti, malgrado l’ultima tragedia del mare di ieri 23 Marzo. La Tunisia ha subito un rovesciamento democratico, con la sospensione dei poteri dei Parlamento e il successivo colpo di Stato ad opera del Presidente Kais Saied, il 25 Luglio del 2021, e tuttora si trova a fronteggiare oltre ad un’inflazione alle stelle, una crisi sociale ed economica sull’orlo del disastro. A riguardo la Premier, intervenendo al Consiglio Europeo, nella sessione dei lavori ha sostanzialmente avallato le posizioni del Segretario dell’ONU, Guterres, affermando: “la guerra in Ucraina ha provocato uno shock geopolitico che non ha investito solo il fronte est dell’Europa ma anche il fronte sud, quello che tocca il mediterraneo e l’area di Sahel. La crisi ucraina ha scatenato una tempesta perfetta con conseguenze che potrebbero essere drammatiche.” Ha poi aggiunto la necessità da parte dell’Europa di sbloccare i fondi per il paese Maghrebino. Un approccio che non accenna al blocco navale ma che introduce e sottolinea la necessità di prevenire una crisi molto peggiore : “Se la Tunisia crolla si rischia una catastrofe umanitaria, con 900 mila rifugiati.” Una prospettiva reale, concreta, che sposterebbe di colpo l’attenzione dell’Europa.

Il problema dei migranti, non viene quindi affrontato dal punto di vista delle polemiche, tanto care al panorama italiano ma dalla imminente necessità di intervenire direttamente sui territori devastati da fame, crisi sociale e guerra. Una posizione che però di fatto, al di là delle discussioni parlamentari non sblocca alcuna prossima iniziativa. Il Presidente del Consiglio Europeo, Roberta Metsola, nel suo discorso ai leader riuniti al Consiglio europeo si limita ad aggiungere : “Il Parlamento Europeo farà la sua parte sulla migrazione, per raggiungere l’equilibrio fondamentale di cui abbiamo bisogno su questi temi per proteggere i confini, offrire protezione e dignità a coloro che ne hanno bisogno, rimpatriare in maniera efficiente coloro che non ne hanno diritto e distruggere il modello di business dei trafficanti di esseri umani che approfittano dei più vulnerabili.” In sostanza nulla di nuovo. Se non aggiungesse poco dopo l’appuntamento della prossima settimana, in cui il Parlamento europeo di impegnerà a votare “ sui dossier asilo e migrazione”. Emergenza rimandata di una settimana.

L’impressione che si ha però di questa prima giornata del Consiglio Europeo è che L’Italia di Giorgia Meloni, di che se ne dica in patria, è vista forte e meritevole. Ursula Von der Leyen , intervenuta ieri, dice: “Dobbiamo incrementare il numero di ingressi regolari di lavoratori di Paesi Terzi. Tengo a menzionare l’esperienza molto positiva dell’Italia sui corridoi umanitari.” Tra i quattro problemi principali cui si propone di dare risposta e soluzione l’Europa di Ursula Von der Leyen, ribadisce la Presidente della Commissione Europea, c’è “la gestione della migrazione” che si propone di affrontare “rafforzando la capacità di ricerca e salvataggio dei partner nordafricani – la nota attività SAR -, sulla rotta balcana rafforzando i confini tra la Bulgari e la Turchia e mostrando le migliori pratiche di asilo e rimpatrio.”Una linea condivisa da tutti, quindi.

Apprezzamenti alla nostra politica migratoria arrivano anche da Paesi Bassi e Austria che hanno ringraziato l’Italia per il dialogo costruttivo avviato e per la cooperazione efficace nella lotta ai trafficanti di esseri umani. L’obiettivo comune sembra chiaro anche se ancora poco definito, ovvero, come la stessa Giorgia Meloni ha riferito in Consiglio, di aumentare il rafforzamento dell’attività Sar e l’avanzamento del lavoro sui rimpatri. Più controllo e respingimento degli irregolari a favore dei flussi controllati regolari. Una prospettiva chiara ma nei fatti poco definita, perché come ammonisce ancora il nostro Premier, la situazione tunisina sta diventando sempre più preoccupante, dato che gli arrivi nel nostro paese sono triplicati rispetto al 2022, “se questo trend continuerà, questa estate la situazione sarà fuori controllo.”

Al termine di questa prima giornata del Consiglio Europeo, a parte l’immagine autorevole e attenta che il nostro governo ha dato e la convergenza sugli interventi condivisi di un potenziamento della SAR e della lotta ai trafficanti, non si possono registrare novità sostanziali circa il tema migratorio, di cui anche oggi, 24 Marzo, nella seconda giornata, attualmente in corso si parlerà al tavolo dei grandi. Tutto quello di cui hanno discusso e che sembrano condividere, era già stato detto. Quello che emerge è una condivisione internazionale di intenti, in cui l’unica nota distintiva è stata, forse, l’attenzione particolare, da parte di Giorgia Meloni, alla Tunisia, il potenziale fulcro della Tempesta perfetta in arrivo.

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