giovedì, 25 Luglio 2024

“Qualche grado in più”, i quadri del Leopold Museum di Vienna: “storti” per il cambiamento climatico

Il direttore Hans-Peter Wipplinger, ha pensato insieme all'equipe del settore, di prendere 15 quadri famosissimi ( di Gustave Courbet, Egon Schiele e Gustav Klimt) e di inclinarne la cornice di "qualche grado" facendo partire una campagna di sensibilizzazione ai temi del cambiamento climatico, tra le mura stesse del museo.

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Lo scorso 15 novembre al Leopold Museum di Vienna, due attivisti del collettivo ambientalista “Last generation” avevano gettato della vernice nera su uno dei quadri più simbolici di Gustav Klimnt “Morte e Vita” .

una delle opere più famoso del Leopold Museum

Il liquido nero che stava colando sul vetro protettivo dell’opera doveva essere un monito per attualizzare il significato del quadro, ovvero la bellezza della vita da un lato, l’attesa della morte dall’altro. In rapporto al drammatico futuro che incombe sempre più vicino per il Pianeta Terra, su Twitter, il collettivo aveva spiegato il gesto denunciando l’incapacità dell’uomo di cogliere “la minaccia mortale” che gli si prospetta davanti.

Nonostante la grande indignazione che questo tipo di rimostranze genera soprattutto nell’opinione pubblica sul web, il Leopold Museum ha deciso di rispondere in maniera propositiva facendo partire una campagna di sensibilizzazione ai temi del cambiamento climatico, tra le mura stesse del gioiello museale della capitale austriaca.

Il direttore Hans-Peter Wipplinger, ha pensato insieme all’equipe del settore, di prendere 15 quadri famosissimi (di Gustave Courbet, Egon Schiele e Gustav Klimt) e di inclinarne la cornice di “qualche grado”, spiegando nel pannello descrittivo che i gradi di inclinazione corrispondono a quelli centigradi delle temperature dei luoghi raffigurati nei dipinti stessi, alterate dalla crisi climatica.

Con il gioco di parole sui gradi, tra angoli e temperature, le opere rimarranno in questa posizione leggermente inclinata fino al 26 giugno come parte di un’azione intitolata proprio così: “Qualche grado in più (trasformerà il mondo in un posto scomodo)”.

Un segnale, quello del museo austriaco, di quanto i poli culturali possano non solo togliere la vernice nera di una generazione arrabbiata e in lotta, ma anche canalizzare quell’energia e togliere la polvere dal patrimonio artistico per valorizzarlo in un nuovo senso di partecipazione civica dei fenomeni sociali.

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