domenica, 21 Aprile 2024

Guerra in Ucraina, città in blackout: missili su Leopoli Kharkiv e Odessa. Lavrov: “Nessun dialogo sulla formula di pace di Zelensky”

Segnalate esplosioni su tutta l'Ucraina, colpite infrastrutture: diverse città in blackout, tra cui Leopoli, Odessa e Kharkiv. Lavrov dichiara che non ci sarà alcuna trattativa perché "dimostra l'ovvietà del fatto che Kiev non sia pronta al dialogo". In Russia una donna critica la guerra, viene accerchiata, aggredita, strattonata e buttata fuori dal bus.

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La territorialità non si manifesta esclusivamente con l’aggressione e successiva presa di una città, bensì con i monumenti. Questi sono una chiara testimonianza del passaggio di un popolo da un determinato territorio. È successo a Odessa, le autorità della regione hanno smantellato il monumento a Caterina II. Gli ucraini hanno voluto cancellare la statua dedicata a quelli che per i russi sono i fondatori di Odessa. L’amministrazione comunale trasferirà il monumento a Caterina II a una delle imprese municipali responsabile dei cimiteri. Il mausoleo ha una storia lunga e complicata, il monumento fu eretto nel 1900 secondo il progetto di un architetto di Odessa, poi fu demolito dopo la rivoluzione e restaurato solo nel 2007.

Lavrov: “Nessun dialogo sulla ‘formula di pace’ di Zelensky”

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che non ci sarà alcun dialogo sulla base della “formula di pace” proposta da Zelensky perché “dimostra l’ovvietà del fatto che Kiev non sia pronta al dialogo”. Ha poi aggiunto che Zelensky nutre l’illusione di ottenere, con l’aiuto e il supporto dell’Occidente, il ritiro delle truppe dal territorio russo delle regioni del Donbass, della Crimea, di Zaporizhzhia e Kherson, il pagamento dei danni dalla Russia, l’ammissione di colpa nei tribunali internazionali, ecc. “Certamente non parleremo con nessuno in questi termini”, ha detto il ministro.

Città in blackout: missili su Leopoli, Kharkiv e Odessa

Diverse esplosioni vengono segnalate dai governatori e dai sindaci oltre che nella Capitale, dove una casa nel settore privato sulla riva sinistra di Kiev è stata distrutta dall’arrivo di un razzo e il gas nel condotto ha preso fuoco, anche a Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina; a Kharkiv, attaccata per la seconda volta; a Odessa, nel sud; a Sumy, nel nord-est. Gli attacchi hanno provocato interruzioni di corrente soprattutto nelle regioni di Odessa, Dnipropetrovsk e Kryvyi Rih. Il consigliere presidenziale, Mykhailo Podolyak, riporta dati agghiaccianti: “Oltre 120 missili lanciati dal ‘malvagio mondo russo’ per distruggere infrastrutture critiche e uccidere civili in massa”.

Donna russa critica la guerra, insultata e gettata fuori dal bus

Ma di tutta questa guerra, cosa ne pensano i cittadini? In Russia, c’è chi non ammette pareri o pensieri differenti che possano in qualche modo andare contro Putin. È quello che è successo a una donna su un bus: ha pacatamente esposto le sue perplessità riguardo alla necessità di un intervento militare in Ucraina. Si apre il sipario e viene messa alla gogna dagli altri passeggeri. C’è chi le punta il dito e l’accusa di essere ucraina, ma subito si difende: “No, ci sono stata solo due volte in gioventù, non ho nemmeno conoscenti”. Poi incalza puntando a sua volta il dito contro i russi dicendo che credono a tutto quello che viene raccontato: “La televisione ha un grande potere”, per poi continuare con un attacco all’esercito. Ha sottolineato come quest’ultimo abbia delle debolezze strutturali perché è andato a combattere con mezzi inadeguati, ad esempio “con stivali di gomma“. Dopo lo scontro verbale, la donna è stata accerchiata da alcuni uomini che hanno iniziato a strattonarla per poi gettarla a terra. Appena l’autista ha aperto le porte del bus, gli uomini l’hanno letteralmente buttata fuori dal bus.

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