mercoledì, 12 Giugno 2024

Guerra in Ucraina, bombe su asilo nel Donetsk. Mosca non riconosce price cap su petrolio, Peskov: “Ci saranno conseguenze”

Le Forze Armate russe hanno aperto il fuoco nelle regioni di Sumy e Chernihiv con proiettili d'artiglieria pesante e mortai, ma senza causare vittime. Dopo che l'allarme antiaereo è scattato nuovamente, un raid missilistico ha colpito la regione di Kharkiv uccidendo una donna. Le bombe nel Lugansk hanno provocato 9 morti.

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Dopo le bombe russe che hanno colpito la regione di Kherson per 46 volte nella giornata di ieri, questa mattina 5 dicembre le Forze Armate di Mosca hanno condotto un nuovo attacco nella regione del Donetsk colpendo un edificio amministrativo e un asilo. A rendere noto l’accaduto è stato il capo dell’amministrazione regionale Pavlo Kyrylenko, con un post su Telegram: “Nella direzione di Volnovakha, i russi hanno bombardato Vuhledar. Almeno otto case sono state danneggiate; non sono state segnalate vittime. Nella direzione Donetsk, Kurakhove e Hostre sono state colpite dal fuoco nemico: sono stati danneggiati un asilo, quattro condomini e sette case unifamiliari“. Secondo quanto riferisce Kyrylenko, i soldati del Cremlino hanno colpito la parte vecchia della cittadina di Avdiivka senza causare vittime o feriti. Anche Bakhmut è stata vittima di alcuni bombardamenti, che hanno riguardato le comunità di Kostiantynivka, Soledar e Chasiv Yar.

Bombe ucraine nel Lugansk causano 9 morti

Un totale di 9 persone sono rimaste uccise nel corso di un attacco da parte delle truppe di Kiev condotto nella regione del Lugansk, controllata dai russi. La notizia del nuovo bombardamento è stata data da un portavoce dell’auto proclamata repubblica russa: “Alle 11 ora locale, il numero di vittime civili a seguito del bombardamento di Alchevsk è salito a nove persone”.

I russi aprono il fuoco su Sumy e Chernihiv

Secondo quanto riportato su Facebook dal comando operativo del Nord Ucraina, e poi ripreso da Ukrinform, i militari russi hanno aperto il fuoco nelle regioni di Sumy e Chernihiv con 30 proiettili di artiglieria e 17 colpi di mortaio ma nonostante tutto non si registrano perdite di uomini o equipaggiamenti. Si tratta del secondo attacco nella regione, dopo i bombardamenti che hanno distrutto un ospedale della zona lo scorso 30 novembre. “Tra le 7:30 e le 7:50, i russi hanno aperto il fuoco contro Manukhivka, nella regione di Sumy, con cannoni d’artiglieria. Tra le 8:10 e le 8:45, altri 17 proiettili, lanciati con mortai da 120 mm, hanno colpito Senkivka, nella regione di Chernihiv” ha dichiarato il comando.

Allarme missili in tutta l’Ucraina, raid su Kharkiv uccide una donna

Questa mattina è scattato nuovamente l’allarme antiaereo in tutto il paese, a distanza di pochi giorni dal 1 dicembre quando alcuni caccia della Bielorussia avrebbero fatto scattare la sirena per rischio missili. Secondo quanto riferito dalle autorità di Kiev in ucraina si sarebbero registrati diversi attacchi missilistici e stando al sindaco di Kremenchug, Maletsky, gli obbiettivi sarebbero le strutture energetiche. Il capo dell’amministrazione militare Oleksij Kuleba ha dichiarato che i sistemi di difesa stanno lavorando per abbattere i razzi. Uno dei raid condotti nel paese ha colpito la regione di Kharkiv uccidendo una donna, ma le truppe russe hanno attaccato anche una officina e i distretti di Chuhuiv e Izium. A riferire di questo nuovo attacco è stato Oleh Syniehubov, capo dell’amministrazione regionale di Kharkiv: “Dopo le 4:00, i russi hanno sparato missili S-300 contro le infrastrutture civili di Kupiansk. Secondo i dati preliminari delle forze dell’ordine, una donna è stata uccisa. Ulteriori dettagli sono ancora da verificare”.

Mosca non riconoscerà il Price Cap sul petrolio,

Lo scorso 2 settembre, il G7 ha dato l’ok per l’applicazione del tetto al prezzo del petrolio e sin da subito la Russia si è dichiarata sfavorevole a riguardo. Nella giornata di oggi 5 dicembre il portavoce del Cremlino Dmytry Peskov, durante una conferenza stampa, è tornato a parlare sulla questione del petrolio russo, affermando che Mosca non riconoscerà la decisione del G7 e la Russia si sta preparando a rispondere.“Possiamo dire in modo indiscutibile che l’adozione di queste decisioni è un passo verso la destabilizzazione dei mercati mondiali dell’energia. Ci saranno conseguenze.” ha detto Peskov. Sull’argomento è intervenuto anche il vice presidente del consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev che con un post su Telegram ha dichiarato: “È semplicemente incredibile come all’umanità piaccia calpestare costantemente lo stesso rastrello, cercando di regolare i prezzi per compiacere la situazione politica. Questi tentativi finiscono sempre con la scomparsa del prodotto o con l’aumento dei suoi prezzi. Il price cap non porterà nulla di buono per il consumatore, questo è certo. Quindi lasciate che facciano scorta di grappa, trapunte e scaldabagni. Andiamo avanti, l’inverno è appena iniziato“.

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