venerdì, 30 Settembre 2022

Napoli, operaio morto per via dell’amianto: Inail condannata a risarcire la famiglia

I giudici hanno condannato l'INAIL a risarcire la famiglia dell'operaio deceduto per mesotelioma a causa dell'esposizione all'amianto. Alla vedova saranno versati 110mila euro di arretrati e una rendita mensile di circa 2mila euro.

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Il Tribunale di Velletri, in provincia di Roma, ha condannato l’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, a risarcire la famiglia dell’operaio di Torre Annunziata, in provincia di Napoli, morto nel 2017 per mesotelioma dovuta all’esposizione all’amianto. Alla vedova saranno versati circa 110mila euro di arretrati, compreso il fondo vittime amianto e una rendita mensile di circa 2mila euro al mese. A darne notizia è stato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

La vicenda

L’uomo, che aveva svolto vari lavori presso diverse ditte tra cui l’Avis di Castellamare di Stabia, in provincia di Napoli, occupandosi anche di pulizia dei materiali di scarto e della scoibentazione dell’amianto presente nelle carrozze ferroviarie, nel luglio 2017 si è ammalato e pochi mesi dopo, a soli 66 anni, è deceduto.

Ma l’INAIL nonostante avesse riconosciuto all’uomo la malattia professionale, ne contestava sia il nesso causale tra il decesso avvenuto per amianto e l’attività lavorativa, sia la stessa esposizione al materiale tossico. Il 66enne, inoltre, era stato collocato in pensione nel gennaio del 2010 usufruendo dei benefici previdenziali di legge per esposizione all’amianto con la certificazione della stessa INPS, l’istituto nazionale della previdenza sociale, che ha rilevato l’esposizione all’amianto per 666 settimane comprese nel periodo dal 11 febbraio 1978 al 16 settembre 1991.

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