sabato, 1 Ottobre 2022

Aborto legale a San Marino, Consulta di Bioetica: “Diritto tutelato contro l’obiezione di coscienza”

Al contrario dell'Italia in cui dilaga il fenomeno dell'obiezione di coscienza, ledendo il diritto di scelta della donna, nella legge 21 di San Marino saranno "attivati contratti a convenzione con professionisti non obiettori". La Consulta di Bioetica: "Anche qui giunto il tempo di migliorare l'esercizio dei diritti riproduttivi".

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La Repubblica di San Marino, il terzo Stato più piccolo d’Europa, mercoledì 31 agosto ha depenalizzato l’interruzione volontaria di gravidanza scardinando articoli antiabortisti ottocenteschi e riuscendo a fare meglio della nostra legge 194. Nel Paese indipendente tra Emilia-Romagna e Marche l’aborto non è più un reato, ma finalmente un diritto e nessuna donna dovrà più rischiare dai 3 ai 6 anni di carcere per aver scelto di farlo o aver aiutato qualcuno a farlo. Il Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino ha approvato la legge 21 con 32 voti a favore, 7 contrari e 10 astenuti, a un anno dal Referendum voluto dall’Unione Donne Sammarinesi e da altre associazioni femministe, passato con il 77,3% dei sì. Una svolta a tratti progressista se messa a confronto con quanto sta accadendo in Italia, dove il partito Fratelli d’Italia, guidato da Giorgia Meloni, è tornato a proporre in piena campagna elettorale “l’introduzione dell’obbligo di sepoltura dei feti anche senza il consenso dei genitori”.

Consulta di Bioetica: “Legge per contrastare le difficoltà create dall’obiezione di coscienza”

A cinque giorni da questo traguardo storico sfondato da San Marino si leva la voce della Consulta di Bioetica Onlus, guidata dal presidente e professore Maurizio Mori, già intervistato dalla nostra redazione sul tema della maternità surrogata in Italia e in Europa e gli ultimi risvolti proprio in merito all’aborto. «Nel giugno scorso la sentenza Dobbs della Corte Suprema americana ha de-costituzionalizzato il diritto di aborto negli Stati Uniti rimandando ai singoli Stati dell’unione la decisione al riguardo, ma nel mondo l’affermazione dei diritti riproduttivi è in continua crescita ed è facile che presto se ne avranno conferme ufficiali».

«Un ulteriore passo nella direzione indicata – prosegue Mori – è stato compiuto dalla Repubblica di San Marino che ha approvato una legge che consente l’aborto sia farmacologico che chirurgico fino alla dodicesima settimanasenza obbligo di fornire alcuna motivazione”, e dopo tale periodo solo ove vi sia pericolo di vita per la donna o anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna, senza alcuna specificazione del termine ultimo. C’è l’obbligo di un passaggio in via telematica o fisica in consultorio, ma anche l’obbligo della struttura sanitaria di garantire il servizio anche attivando appositi contratti con non obiettori, così da limitare l’eventuale impatto dell’obiezione di coscienza».

«Inoltre – sottolinea il presidente della Consulta di Bioetica – è stato cassato un emendamento che avrebbe portato a considerare l’aborto come scelta “in estrema ratio” per riaffermare con forza l’autodeterminazione della donna. San Marino è un piccolo Stato, ma significativo è il fatto che lo scorso anno, a settembre 2021, in un Referendum sul tema il 77,30% dei votanti, ovvero 14.559, si sia espresso a favore dell’aborto: risultato che ha sorpreso anche il vescovo di San Marino Andrea Turazzi. Quel voto che ora ha preso corpo in una legge avanzata e ben congegnata. Viene da chiedersi se anche da noi, in Italia, non sia giunto il tempo di migliorare l’esercizio dei diritti riproduttivi almeno trovando forme per contrastare le difficoltà create dall’obiezione di coscienza».

La legge 21

Nell’ultima versione del testo di legge diffusa è sancito che sarà possibile abortire “senza obbligo di fornire alcuna motivazione” entro la dodicesima settimana di gestazione e anche dopo in caso di pericolo per la vita o grave rischio di salute della donna, anomalie del feto, stupro o incesto. Nell’emendamento è prevista “l’istituzione di consultori in cui le minorenni potranno recarsi per l’uso di una contraccezione d’emergenza, senza alcuna autorizzazione da parte dei genitori e senza prescrizione medica, l’inserimento di programmi di educazione sessuale nelle scuole, il divieto di effettuare interventi d’aborto in libera professione per il personale che scelga l’obiezione di coscienza e la perseguibilità dei professionisti che forniscono false informazioni con lo scopo di dissuadere la donna dal richiedere l’interruzione di gravidanza”.

Come specificato nella nota della Consulta di Bioetica, ciò che rende la legge a tutti gli effetti migliore dell’italiana 194 approvata nel 1978 è “l’obbligo per l’Istituto per la Sicurezza Sociale di attivare appositi contratti a convenzione con professionisti non obiettori“, limitando il dilagante fenomeno dell’obiezione di coscienza e punendo con il carcere chi induce la donna a portare a termine la gravidanza in assenza del suo volere. Il testo definitivo sarà disponibile nei prossimi giorni e il diritto all’aborto potrà essere esercitato già dall’entrata in vigore della legge 21, prevista il quinto giorno successivo a quello della sua pubblicazione.

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