giovedì, 29 Settembre 2022

Guerra in Ucraina, Mosca: “Con price cap imposto forniremo petrolio altrove”. Energoatom: “Russi falsificano prove su missione AIEA”

Nella notte gli occupanti hanno colpito con missili S-300 l'impianto sportivo Lokomotiv di Kharkiv. Mosca ha reso noto che dall'inizio della guerra sono stati uccisi 3mila mercenari stranieri. Sei tecnici dell'Aiea rimarranno per qualche giorno nella centrale nucleare di Zaporizhzhia e altri due si fermeranno "su base permanente".

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Mentre prosegue tra mille difficoltà la missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica nei pressi della centrale nucleare di Zaporizhzhia, sale il bilancio degli attacchi sferrati dalle forze russe sul suolo ucraino. Nella notte, tra l’1 e il 2 settembre, gli occupanti hanno colpito con missili S-300 l’impianto sportivo Lokomotiv nell’Oblast di Kharkiv, distruggendo una piscina, una palestra di boxe e altre infrastrutture. La notizia è stata riferita via Telegram dal governatore regionale Oleh Synyehubov. L’esercito di Kiev ribadisce i successi registrati nella controffensiva avviata dalla scorsa settimana su Kherson. “Il nemico subisce perdite piuttosto significative: le perdite di uomini sono passate da decine a centinaia. Anche le attrezzature bruciano”, ha spiegato Natalia Humeniuk, portavoce del comando militare ucraino meridionale, citata dal Guardian. “Continuiamo a distruggere il nemico in termini di logistica, di capacità, di competenze. Esplodono i magazzini di munizioni, esplodono gli attraversamenti dei ponti. Significa che le connessioni logistiche e di trasporto del nemico sono minate a tal punto che non possono raccogliere riserve”, ha aggiunto. Intanto il ministro della Difesa russo, Serghei Shoigu, ha reso noto che dall’inizio della guerra i soldati di Mosca hanno ucciso circa 3mila mercenari stranieri“; lo ha riportato l’agenzia di stampa Interfax.

Mosca: “L’Aiea comunichi i risultati a tutto il mondo”

Mikhail Ulyanov, il rappresentante della Russia presso le organizzazioni internazionali a Vienna, ha spiegato che sei tecnici dell’Aiea rimarranno ancora per qualche giorno nella centrale nucleare con sede a Energodar, mentre altri due si fermeranno “su base permanente”. “Mosca ne è felice. Lo apprezziamo, poiché la presenza internazionale è chiamata a dissipare numerose speculazioni sullo stato delle cose. Ci aspettiamo che i risultati vengano comunicati a tutto il mondo“, ha detto Ulyanov, citato dall’agenzia di stampa Tass. Dello stesso parere il ministro della Difesa moscovita Serghei Shoigu che ha precisato come sia “ancora presto per fare valutazioni sull’operato della missione dell’Aiea alla centrale nucleare di Zaporizhzhia”, ma pare che “i primi segnali siano molto positivi, nonostante tutte le difficoltà e i problemi, comprese le azioni provocatorie della parte ucraina”. Non mancano poi nuove accuse nei confronti di Kiev. “Dall’inizio del conflitto Kiev ha usato armamenti occidentali, attaccando regolarmente la centrale, dal 18 luglio hanno avuto luogo 29 attacchi, anche con l’impiego di 16 droni kamikaze“. Così si è  espresso il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato dall’agenzia di stampa Tass.

Energoatom: “Russi falsificano prove, difficile che la missione Aiea abbia successo”

Al contrario l’Energoatom, l’ente ucraino per l’energia nucleare, continua a dubitare che l’ispezione condotta dagli esperti Onu possa portare a risultati veritieri che mettano in luce le attività russe nei pressi della centrale atomica di Zaporizhzhia. “Gli occupanti mentono, falsificano fatti e prove, stanno facendo il possibile per impedire alla missione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica di stabilire il reale stato della situazione nell’impianto”, ha denunciato l’azienda di Stato sul suo canale Telegram. Solo stamattina l’Energoatom aveva annunciato che i russi avevano impedito ai giornalisti ucraini e stranieri di accedere allo stabilimento nucleare; notizia confermata anche dal presidente Volodymyr Zelensky.

Cremlino: “Se l’Ue imporrà il price cap forniremo petrolio altrove”

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue è convinta sia arrivato “il tempo di fissare un tetto al prezzo del gas dai gasdotti russi in Europa“. Immediata la risposta di Mosca a quella che rappresenterebbe l’ennesima sferzata alla loro economia. “Se i Paesi ostili metteranno un tetto ai prezzi sulle risorse energetiche russe, Mosca fornirà petrolio solo ai Paesi che si adeguano alle condizioni del mercato“, ha chiosato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Quest’ultimo ha poi spiegato che “l’affidabilità del gasdotto Nord Stream è minacciata”, in quanto “non ci sono riserve tecnologiche ed è in funzione solo una turbina“.

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