domenica, 25 Settembre 2022

Nata la prima bimba da un utero trapiantato in Italia. La mamma: “Non vedo l’ora di abbracciarla”

Alessandra è figlia della donna che ha ricevuto il primo trapianto di utero realizzato in Italia. La madre, sottoposta a parto cesareo, sta bene ed è ricoverata in Rianimazione e ci resterà fino a che non risulterà negativa al Covid19.

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In Italia c’è chi ancora si ostina a puntare il dito contro il diritto all’aborto, ciò nonostante la scienza e la sanità dimostrano di far passi da gigante in tema di maternità. Nell’ospedale Cannizzaro di Catania è nata la piccola Alessandra, figlia della donna che ha ricevuto il primo trapianto di utero mai realizzato nel nostro Paese; si tratta solo del sesto caso al mondo di gravidanza portata a termine con successo dopo un trapianto da donatrice deceduta. La piccola è nata prematura alla 34esima settimana di gravidanza, pesa 1,7 chili e porta il nome della donna che spegnendosi ha regalato questo sogno ai suoi genitori. La madre è stata sottoposta a parto cesareo a causa di alcuni attacchi di febbre dopo aver contratto il Covid19.

Secondo quanto riferito dai medici la paziente è in buone condizioni e ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale catanese, dove resterà fino a che non risulterà negativa al tampone. La bambina, che non ha contratto fortunatamente il virus, si trova nella Neonatologia dell’ospedale siciliano; Alessandra non è intubata, non ha problemi di coagulazione sanguigna né problemi al fegato, ma respira in maniera assistita. “Sono in ripresa e non vedo l’ora di uscire per vedere la mia piccola ed abbracciarla“, ha detto in un video la neomamma che non ha ancora potuto vedere la sua piccola, ma solo in alcune foto mostratele dal marito.

Il trapianto nell’agosto 2020

La 31enne, affetta dalla rara patologia congenita Rokitansky, ovvero senza utero, ha ricevuto l’organo nell’agosto 2020 da una donatrice 37enne già madre, morta a causa di un improvviso arresto cardiaco; quest’ultima aveva espresso in vita il proprio consenso alla donazione di organi quando aveva rinnovato la carta d’identità. La delicata operazione è stata effettuata nel centro Trapianti dell’Azienda ospedaliero universitaria Policlinico di Catania, grazie alla bravura di un’equipe multidisciplinare, guidata dai professori Pierfrancesco e Massimiliano Veroux, Paolo Scollo e Giuseppe Scibilia. Sia la paziente che suo marito hanno poi cominciato un percorso di fecondazione assistita omologa proprio al Cannizzaro, mediante i loro ovociti prelevati e conservati prima dell’intervento nella biobanca per la preservazione della fertilità dello stesso nosocomio.

“La nascita di questa bambina è un risultato straordinario. Questa sperimentazione è ancora agli inizi, soprattutto per quanto riguarda gli interventi a partire da donatrici decedute, che sono solo il 20% dei già pochi trapianti di utero finora realizzati nel mondo“, ha affermato Massimo Cardillo, direttore del Centro nazionale trapianti.

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