venerdì, 12 Agosto 2022

F1, destinazione Hungaroring: numeri e curiosità del GP d’Ungheria

Ultima gara prima della sosta estiva. Il GP di Ungheria chiude la prima parte della stagione, con Charles Leclerc chiamato al riscatto in terra magiara.

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Ultimo appuntamento con la F1 prima della sosta estiva. Dopo il GP d’Ungheria ci sarà infatti una pausa di un mese, con il Circus che tornerà in pista il prossimo 28 agosto, a Spa Francorchamps.
Con Verstappen sempre più leader di questo campionato, 63 i punti di vantaggio su Leclerc secondo, il monegasco è atteso all’ennesimo banco di prova stagionale. Il suo errore a Le Castellet ha spianato la strada a Super Max, che ha tagliato il traguardo senza essere impensierito minimamente.

Uno sguardo su Mogyorod

Mogyorod è un piccolo villaggio di 6.800 persone nella contea di Pest, a meno di 20 kilometri di distanza da Budapest. Molti scelgono di soggiornare o di abitare qui, in quanto più tranquilla ed economica rispetto alla vicinissima Capitale.

La città è conosciuta nel mondo per la “battaglia di Mogyorod” del 1074, tra il Re Salomone e i suoi cugini, Géza e Ladislao, che rivendicavano i diritti al trono. Come luoghi d’interesse si conta la Chiesa cattolica romana del primo ‘700 di stile Barocco, la statua di San Giovanni Nepomuceno, scolpita nella pietra, e l’Aquaréna, uno dei parchi acquatici più divertenti e famosi d’Ungheria.

Mogyorod è inoltre famosa per aver dato i natali a Karoli Bebo, scultore del XVIII secolo noto per i suoi intonaci. Il punto più alto della città è il monte Somlyo, ben 326 metri, facilmente visibile dall’autostrada.

Un giro nell’Hungaroring

Il circuito dell’Hungaroring, inaugurato nel 1986 con all’attivo 36 GP, è passato alla storia per essere stato il primo tracciato ad aver accolto la F1 nel blocco dei paesi socialisti. Lungo 4.381 metri e composto da 14 curve, offre due zone di DRS, ma solitamente anche pochi sorpassi.

Peculiarità dell’Hungaroring è il fatto di trovarsi su terreno polveroso, il che porta ad usare pochissime traiettorie nel corso dell’evento. Se una vettura esce dalla traiettoria prestabilita, finendo magari all’esterno, porta sull’asfalto ulteriore sporco e detriti.

Nel corso della sua storia, il tracciato ha visto numerose modifiche al layout, per poter garantire maggiore spettacolo. La più significativa probabilmente risale al 2003, con l’allungamento del rettilineo principale e la modifica della terz’ultima curva, finalizzata appunto a favorire i sorpassi.

Statistiche e palmares del GP d’Ungheria

La prima edizione di un GP in terra magiara risale al 1986, vinto da Nelson Piquet a bordo della Williams FW11. Il pilota brasiliano è inoltre quarto di sempre per vittorie in Ungheria, due, seguito dal connazionale Senna, tre, Schumacher con quattro successi e Lewis Hamilton con otto.

Il 44 Mercedes conta numerosi primati all’Hungaroring oltre alle vittorie, come il numero di pole position, otto, podi per pilota, dieci, e punti guadagnati, 240. Hamilton è inoltre stato capace di segnare i migliori tempi, 1’13’447 per la pista, 1’16″627 per la gara, entrambi durante il weekend del 2020.

Nessuno come la McLaren per quanto riguarda le scuderie, grazie alle 11 vittorie e le 8 pole position per costruttore. Qui la Ferrari ha invece ottenuto 26 podi per costruttore e altrettanti per motore, 9 giri veloci per costruttore e ben 412 punti.

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