sabato, 20 Agosto 2022

Genova, ambulanze per ore davanti agli ospedali: scoppia la polemica. SIS 118: “Situazione critica in tutta la Liguria”

Ambulanze bloccate per ore fuori dai pronto soccorso. La denuncia arriva dal consigliere regionale Pastorino che parla di 30 ambulanze ferme. Abbiamo sentito il direttore del pronto soccorso dell'ospedale Galliera, Paolo Cremonesi, e il vice Presidente Nord della Sis 118, Giancarlo Abregal.

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Ambulanze in fila per ore di fronte agli ospedali e sistema sanitario in tilt. È questa la situazione che investe a macchia di leopardo l’Italia intera, come illustrato da Mario Balzanelli, presidente nazionale della Società Italiana Sistema 118, in un’intervista che ci ha rilasciato poche settimane fa: “Questa storia per cui le nostre ambulanze si impilano per ore davanti agli ospedalibloccate, priva ulteriormente il soccorso tempo-dipendente ai pazienti critici di risposte efficaci, scopre il territorio. Se un mezzo sta 3 ore, 4 ore davanti a un ospedale, è inoperativo. È impossibile ritenere che questa storia non venga tecnicamente presa in esame potenziando tutto ciò che deve essere fatto perché questo non si verifichi. Vanno aumentate le ambulanze sul territorio“.

La prova di quanto raccontato da Balzanelli è arrivata nella mattina di oggi, 25 luglio, con una denuncia sulla situazione sanitaria in Liguria da parte del consigliere Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio regionale e vice presidente Commissione II Sanità: “Da stamattina si registrano code e ambulanze ferme davanti ai pronto soccorso del capoluogo ligure con conseguente difficoltà nel reperire ambulanze disponibili sul territorio. Il modello sanitario di Toti è questo. Gli ospedali sono in tilt e solo durante la mattinata odierna c’erano oltre 30 missioni 118 attive all’interno del territorio della Città Metropolitana. Se le ambulanze non verranno liberate si rischia di non avere mezzi per i soccorsi primari e per le dimissioni Covid. Le ambulanze sono dunque necessarie per liberare posti nei reparti delle varie strutture ospedaliere“.

“Nel nostro ospedale, il Galliera, questa mattina avevamo solo tre ambulanze bloccate. Trenta erano in tutta l’area metropolitana di Genova, quindi tra l’ospedale San Martino e Villa Scassi”, ci spiega Paolo Cremonesi, direttore del pronto soccorso dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galleria.

“C‘è casino in tutta la Liguria, anche qui da noi – ci dice Giancarlo Abregal, direttore del pronto soccorso di Sanremo e vice Presidente Nord della Sis 118 -. Abbiamo circa 20-25 pazienti in pronto soccorso che non trovano sbocco in reparto e quindi le ambulanze poi si impilano. In ogni turno gli infermieri ci segnalano più volte la mancanza di barelle. Una responsabilità politica a livello nazionale c’è. È mancata, credo, la comprensione della modificazione dello scenario della sanità italiana nel post Covid, è mancata una visione prospettica per capire che da prima della pandemia a dopo è cambiato qualcosa. Qui a Sanremo buona parte dei problemi che andiamo a risolvere sono scaturiti dal fatto che è saltato il sistema del territorio, i tempi di attesa, e spesso ci ritroviamo con pazienti che vengono in pronto soccorso per patologie anche croniche irrisolte dal territorio per le attese troppo lunghe, ma non per urgenze anche di lieve entità. Sono calati brutalmente i posti letto disponibili e sembrerebbe per una mancanza di personale, di medici e infermieri, non per l’assenza materiale di letti. Questo ha generato il meccanismo di bording, tenere in carico e curare i pazienti direttamente in pronto soccorso. Secondo studi americani, ogni paziente in bording aumenta di 12 minuti l’attesa degli esterni, è per questo che si ha un sovraccarico nei pronto soccorso”.

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