martedì, 9 Agosto 2022

Tragedia sulla Marmolada, sale il bilancio delle vittime: si indaga per disastro colposo

Una valanga di ghiaccio e neve si è staccata ieri dal ghiacciaio della Marmolada. Numerosi i dispersi, si teme che il numero delle vittime possa salire. Per gli inquirenti quella di ieri è stata una carneficina.

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Sei morti, (tre italiani, un cecoslovacco, un uomo e una donna non identificati), nove feriti e venti dispersi. Questo il bilancio attuale della tragedia sulla Marmolada, ma il numero sembra destinato a salire. Attivate immediatamente tutte le stazioni del soccorso alpino della zona, 5 elicotteri ed unità cinofile per verificare la presenza di altre persone. La Procura di Trento ha aperto un fascicolo, a carico di ignoti, per reato di disastro colposo. Secondo il racconto di un testimone si è “sentito un forte boato, tipico di una frana, poi abbiamo visto scendere a valle a forte velocità una specie di valanga composta di neve e ghiaccio, e lì abbiamo capito che qualcosa di grave era successo”.

Cosa è accaduto

Nel primo pomeriggio di ieri, domenica 3 luglio, un seracco, grosso blocco di ghiaccio che forma il lato di un crepaccio, si è staccato dal ghiacciaio della Marmolada scendendo a valle a una velocità di 300 chilometri l’ora, percorrendo almeno 500 metri. Il distacco si è verificato nei pressi di Punta Rocca, lungo l’itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta, travolgendo più di una cordata di escursionisti che stavano salendo. La situazione sulla montagna è ancora a rischio. Una parte consistente del ghiacciaio è ancora attaccata alla montagna.

Le cause

I ghiacciai sono in sofferenza e le alte temperature che si stanno registrando in questo periodo preoccupano non poco gli studiosi. Secondo alcune stime del Consiglio regionale di ricerca e dell’Università di Padova, se non sarà invertita la tendenza a livello climatico, nel 2050 il ghiacciaio della Marmolada, la montagna più alta delle Dolomiti, potrebbe essere completamente sparito. A causa delle scarse precipitazioni invernali e delle elevate temperature primaverili, solo sabato si sono registrati 10°C in vetta, la neve si è sciolta molto prima rispetto agli altri anni lasciando ampi settori scoperti ed esposti ai raggi del sole. Già ai primi di luglio il ghiacciaio si trovava in condizioni simili a quelli che normalmente si vedono alla fine della stagione estiva, a settembre inoltrato. Ma mai si sarebbe potuto immaginare una tragedia, come quella avvenuta ieri.

Le ricerche

“Un disastro inimmaginabile, una carneficina tale che solo difficilmente ci permetterà di identificare con esattezza l’identità delle vittime perché i corpi sono stati smembrati dalla colata di ghiaccio e sassi”. Queste le affermazioni degli inquirenti. Intanto da stamattina  sono riprese le ricerche dei dispersi, tra loro ci sarebbero escursionisti italiani, tedeschi, cechi e romeni. I soccorritori sperano in un abbassamento delle temperature, per proseguire le ricerche con più sicurezza, dato l’enorme quantità di ghiaccio pericolante. Il Soccorso alpino nazionale ha istituito un numero da chiamare per segnalare il mancato rientro di amici e familiari: il numero è 0461-495272.

Cordoglio del Presidente del Consiglio

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, costantemente informato sull’andamento delle ricerche dal capo della Protezione Civile, ha espresso a nome di tutto il Governo la vicinanza alle famiglie e “il più profondo cordoglio per le vittime del terribile crollo”. In mattina Draghi si recerà a Canazei, in provincia di Trento, dove è stata allestita la centrale operativa che sta coordinando le operazioni di soccorso.

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