martedì, 9 Agosto 2022

M5S e Governo, oggi il faccia a faccia Conte-Draghi: riunione del Movimento per decidere la linea

L'incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte si terrà nel pomeriggio. Prima del faccia a faccia, riunione del Movimento per definire la linea guida in vista dell'appuntamento con il Premier.

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Il tanto atteso incontro tra Mario Draghi e Giuseppe Conte è stato fissato per oggi, 4 luglio, per le 16:30 a Palazzo Chigi. Il faccia a faccia arriva dopo le tensioni che hanno tenuto banco la scorsa settimana e che hanno riguardato la tenuta della maggioranza; in particolare il rapporto tra Movimento 5 Stelle ed esecutivo. Prima dell’incontro, però, si terrà il Consiglio nazionale del Movimento con riunione fissata alle 13 per definire la linea in vista dell’appuntamento con il Presidente del Consiglio.

Il governo non rischia

Sono ancora ottimista, il governo non rischia. Questo governo non si fa senza Cinquestelle. Il governo è nato con i Cinquestelle, non si accontenta di un appoggio esterno“. Così si era espresso Mario Draghi lo scorso 30 giugno, in conferenza stampa, interpellato sul rapporto con il M5S. Negli ultimi giorni, dai palazzi di Roma si è parlato di voci e rumors secondo cui Draghi avrebbe chiesto a Beppe Grillo l’espulsione di Conte dai vertici del M5S. “Non ho mai fatto queste dichiarazioni. Mi dicono che ci sono riscontri oggettivi. Messaggi? Vediamoli, li aspetto. Non ho mai neanche pensato di entrare nelle questioni interne di un partito. Credo che anche Grillo abbia smentito“.

Da parte dell’ex numero 1 della BCE, adesso, c’è massima attenzione sui temi dei pentastellati anche se “l’agenda resta la stessa e le sfide che attendono il governo non possono essere eluse, anche alla luce del Pnrr”.

Franceschini mette alle strette il M5S

A smuovere ancor di più le acque ci ha pensato l’esponente Dem, Dario Franceschini: “Da qui alle elezioni, per andare insieme al M5S dobbiamo stare dalla stessa parte, se ci sarà una rottura o una distinzione. Perché un appoggio esterno è una rottura per noi porterà alla fine del governo e all’impossibilità di andare insieme alle elezioni. E si brucerà chiaramente ogni residuo possibilità di andare al proporzionale“. Le dichiarazioni del ministro della cultura hanno infastidito non poco vari esponenti del Movimento che – come riportato da Adnkronos – si sono sfogati su alcune chat interne. C’è chi teme la stretta del PD che “vuole mandarci al 2%, ma andasse a fan….“. Mentre tra i parlamentari qualcuno è arrivato a pensare “che il Pd ci sta minacciando, e questo davvero non possiamo tollerarlo“.

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