venerdì, 1 Luglio 2022

Guerra in Ucraina, a Severodonetsk 10 morti. Sanzioni, non passa embargo su petrolio. Soldato Azov canta Stefania – VIDEO

Un militare ucraino si lascia andare al canto ed emozionato intona "Stefania" vincitrice dell'Eurocontest. A Severodonetsk sono morte almeno 10 persone, a seguito dei continui bombardamenti russi. Le forze ucraine hanno bloccato le truppe di Putin nell'area di Sumy. L'Ue approva il sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, ma l'Ungheria blocca l'embargo sul petrolio russo.

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Colpi di mortaio, raid aerei e bombe, così l’invasore russo continua a far terra bruciata sul suolo ucraino. “Lunedì 16 maggio, gli invasori russi hanno sparato contro gli insediamenti di confine della regione di Chernihiv per la seconda volta. Intorno alle ore 12, gli osservatori hanno registrato un altro attacco con bombardamenti contro un insediamento dell’area dal territorio russo. In totale, sono state registrate circa 30 esplosioni dalle 9:20 alle 12:10“, dati riportati su Facebook dal Commando operativo nord. “Verso le 12:20, sette esplosioni sono state registrate fuori dall’insediamento di Hremiach dopo i colpi di mortaio russi. Non si registrano sconfitte tra i difensori ucraini“, si legge. Il governatore del Lugansk Serhii Haidai fa sapere che a Severodonetsk vi sono almeno 10 morti, a seguito dei continui bombardamenti russi sulla città. “Al momento è estremamente difficile controllare l’area a causa dei nuovi bombardamenti”, ha spiegato.

Intanto la resistenza ucraina si tiene sempre pronta a sferrare controffensive da ogni angolo del Paese. Le guardie di frontiera di Kiev hanno confermato di aver bloccato le forze di Putin nella regione di Sumy, evitando che sconfinassero e invadessero il territorio ucraino. “Le truppe russe hanno utilizzato mortai, lanciagranate, mitragliatrici e fucili d’assalto durante l’invio di un gruppo di sabotatori nella regione. Siamo riusciti a respingere l’attacco”. Sempre secondo lo Stato maggiore ucraino pare che Mosca stia consolidando la sua presenza nelle aree occupate di Kherson e Mykolaiv, non conducendo alcuna particolare operazione offensiva. Nel frattempo dall’acciaieria Azovstal di Mariupol ci giungono filmati girati dagli stessi soldati, in cui viene mostrato come sotto una pioggia incessante di bombe ancora qualcosa di umano ci sia. Così un militare ucraino si lascia andare al canto ed emozionato intona “Stefania”, il brano della band ucraina Kalush Orchestra vincitrice dell’Eurovision 2022. Il video è stato pubblicato dall’esercito di Kiev direttamente su Telegram.

Kuleba: “Delusi che l’Ue non adotti l’embargo al petrolio”

“Non posso credere che il sesto pacchetto di sanzioni sia approvato senza l’embargo al petrolio, la domanda ora è quando verrà approvato. Siamo delusi che non sia stato adottato, ma è compito dell’Unione Europea trattare con le autorità ungheresi, perché si tratta di una questione di famiglia“, ha chiosato il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba a Bruxelles durante il consiglio Affari esteri dell’Ue. Il rappresentante ucraino si è detto fortemente amareggiato, in quanto ci sarebbe “un sostegno chiaro per l’embargo al petrolio” da parte di tutti gli Stati Ue, fatta esclusione appunto per l’Ungheria, unico e solo Paese “che continua a bloccare” il provvedimento.

Lukashenko: “Uniti con la Russia contro l’Occidente”

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko non perde occasione per ribadire il suo appoggio alla Russia in questa guerra stavolta lo fa appellandosi ai leader dei sei Paesi ex sovietici, guidati da Mosca. “Senza un fronte unito, l’Occidente aumenterà la sua pressione sullo spazio post-sovietico. Agire insieme contro le sanzioni infernali“, così il presidente bielorusso Alexander Lukashenko al vertice dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettivo (Csto) oggi a Mosca, riportato dalla Bbc.

McDonald’s lascia la Russia

La catena di fast food più famosa al mondo lascia la Federazione russa dopo 32 anni e vende a un acquirente locale tutti i suoi 850 ristoranti presenti sul territorio. L’ennesima e cruciale conferma che arriva dopo la chiusura temporanea dei locali avvenuta lo scorso 14 marzo. “Non è più sostenibile, né coerente con i valori di McDonald’s” continuare le attività in un Paese che sta conducendo un’agghiacciante conflitto sul suolo ucraino, queste le motivazioni avanzate dal colosso americano. Nei fast food McDonald’s disseminati in Russia lavoravano 62mila dipendenti.

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