mercoledì, 29 Giugno 2022

Palermo, incastrato per la rapina dalle orecchie a sventola ma non è lui: assolto dopo 15 anni

Dopo 15 anni è stato assolto un uomo, condannato a 5 anni per una rapina che invece non ha commesso. L'imputato era stato accusato per via delle sue orecchie a sventola.

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Sono passati 15 lunghissimi anni, ma alla fine, Giovanni Mannino è stato assolto. L’uomo, palermitano cresciuto nella zona di corso Calatafimi – una delle arterie principali del capoluogo siciliano – ha dovuto aspettare tanto tempo prima di vedere smentita una perizia antropometrica che con certezza assoluta aveva invece sancito che il bandito ripreso dalle telecamere dell’istituto di credito fosse proprio lui. Per quella presunta rapina era stato condannato a 5 anni di carcere, incastrato per errore dalle sue orecchie a sventola. A riportare la notizia sono i colleghi di Palermo Today.

L’accaduto

La rapina fu messa a segno il 7 settembre del 2007 alla Banca delle Marche di via Garibaldi a Cesena. Due banditi erano entrati in azione con il volto coperto da una calza. Mentre uno aveva minacciato i dipendenti e poi sottratto i 10mila euro, l’altro – Mannino secondo la Procura – era rimasto a fare da palo. I due erano stati poi individuati e arrestati pochi mesi dopo, grazie alle riprese delle telecamere di sorveglianza presenti nell’istituto di credito. Tramite quelle immagini erano stati riconosciuti da alcuni agenti della questura di Palermo.

L’altro palermitano, di cui erano state trovate tracce di dna nella banca, aveva subito dichiarato che il suo complice non sarebbe stato Mannino, senza fare tuttavia il nome di chi era con lui. Ma una perizia antropometrica aveva invece sancito la perfetta identità dell’uomo con il bandito ripreso dalle telecamere. La sentenza di assoluzione, con la quale la Corte d’Appello di Bologna ha accolto le tesi dell’avvocato di Mannino, Domenico Trinceri, è stata emessa solo qualche settimana fa. Così l’uomo è rimasto per anni con una condanna di primo grado pendente sulla testa. Un fatto che ha del surreale. Un racconto che neanche il poeta de Le Metamorfosi, Franz Kafka, sarebbe stato capace di ipotizzare possibile nella realtà.

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